1991

La Vergine Maria “Regina della Pace” ci ha dato il messaggio attraverso la veggente Marija Pavlovic-Lunetti, come ogni 25 del mese cominciando dal 25 gennaio 1987

Messaggio del 25 DICEMBRE 1991

“Cari figli, oggi in modo speciale vi porto il piccolo Gesù perché vi benedica con la Sua benedizione di Pace e di Amore. Cari figli, non dimenticate che questa e' una grazia che molta gente non comprende e non accetta. Perciò voi, che dite di essere Miei e chiedete il Mio aiuto, date tutto di voi stessi, anzitutto date il vostro amore e l'esempio nelle vostre famiglie. Voi dite che Natale e' la festa della famiglia; allora cari figli, mettete Dio nelle vostre famiglie al primo posto, affinché Egli possa donarvi la Pace e proteggervi non solo dalla guerra ma, anche in tempo di pace, da ogni assalto satanico. Se Dio e' con voi avete tutto, mentre quando non lo avete, siete poveri e persi e non capite dalla parte di chi state. Perciò, cari figli, decidetevi per Dio e poi riceverete tutto. Grazie per aver risposto alla Mia chiamata!”

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VI PORTO IL PICCOLO GESU
Questo messaggio si differenzia da quelli degli ultimi mesi, che erano incentrati soprattutto sulla pace in senso stretto.
Questo, invece, è un vero messaggio natalizio, che porta profondamente dentro di sé il pensiero della pace, ma che contiene anche altri requisiti fondamentali per ottenere la pace in un'accezione più larga.
Questo messaggio conferma in modo particolare la volontà di Dio e la sua decisione di concederci la pace. La sua pace, però, è una pace che va oltre la semplice assenza della guerra.
Dicendo che crediamo nelle apparizioni di Nostra Signora, noi non facciamo altro che dire che abbiamo ragioni sufficienti per accettarle come eventi soprannaturali e che nel soprannaturale non vediamo nuJla di negativo. Ma non significa affatto che siamo in grado di comprendere e spiegare ogni cosa.
Il fatto è che in queste apparizioni ci troviamo confrontati con esperienze diverse che dovremmo lasciare semplicemente come le abbiamo ricevute; fare questo non contraddice nè la nostra intelligenza nè la nostra fede. Una di queste esperienze è menzionata esplicitamente in questo messaggio: il Piccolo Gesù! I veggenti ci dicono con assoluta certezza che a Natale vedono Maria assieme aI Bambin Gesù.
Com'è possibile che accada? Com'è possibile che vedano Maria all'età di circa venticinque anni, o che la vedano piangere, essere triste o allegra o vestita con abiti diversi?! Ad esempio, nei giorni di festa viene vestita con abiti d'oro!
Che cosa ci fanno capire queste esperienze? È molto difficile trovare una risposta a queste domande. E più facile chiedersi: "Che cosa sappiamo veramente delle dimensioni dell'aldilà e delle possibilità che ci sono "lassù?". In totale umiltà, dobbiamo ammettere che noi non ne sappiamo molto, ma di fronte a queste esperienze, una cosa possiamo dirla. Queste esperienze non sono contrarie alla fede e quindi lasciamo che accadano, commentando che attraverso esse possiamo riconoscere il lato umano di queste apparizioni. Da un lato siamo la comunità dei pellegrini di Dio e dal­l'altro siamo in comunione con la Chiesa pellegrina, la Chiesa glorificata e al tempo stesso sofferente che, naturalmente, popola anche il Purgatorio. Maria è la madre di tutta la Chiesa; quindi, i paragoni umani sono "possibili e voluti".

LA SUA BENEDIZIONE DI PACE E D'AMORE
Il Natale è sempre questo: la pienezza della benedizione! La pace non è solo l'assenza della guerra, ma la pienezza del benessere spirituale, mentale e fisico. Senza amore, ogni cosa è vuota, priva di senso, ingannevole . . è il nulla! Natale significa il coraggio di Dio di venire in questo mondo nei panni di un bambino e divenire il compagno dell'uomo per la vita su questo mondo. Anche in questo risiede la pienezza della benedizione! Dove c'è Dio c'è vita, amore e pace.

NON DIMENTICATE CHE QUESTA È UNA GRAZIA
Il Natale è una grazia e un grandissimo dono. È il più grande segreto dell'Amore Divino, nascosto in un bambino indifeso nato in seno a una famiglia povera ed esposta a tutti i pericoli. Per gli ebrei, la venuta del Messia avrebbe dovuto avvenire in modo completamente diverso e in circostanze diverse. Come dice san Giovanni all'inizio del suo Vangelo: "Venne in casa sua e i suoi non Io ricevettero". Come allora, anche oggi:

QUESTA È UNA GRAZIA CHE MOLTA GENTE NON COMPRENDE E NON ACCETTA
Ciononostante, Dio offre Se Stesso nelle vesti semplici e umili di un bam­bino e vuole cambiare il mondo e l'uomo. Il mondo non cambia certamente attraverso il Natale solamente, ma il Natale ci indica un nuovo cammino che possiamo intraprendere e farlo NON DA SOLI, ma assieme a Dio. Il cambiamento ha inizio nel momento in cui, pur non volendo necessaria­mente capirlo, noi accettiamo di seguirlo su quel cammino.

VOI, CHE DITE DI ESSERE MIEI E CHIEDETE IL MIO AIUTO, DATE TUTTO DI VOI STESSI
Essendo suoi figli, sembra naturale che ci si aspetti qualcosa in cambio. Maria come madre lo dice spesso e promette di prolungare il Natale. Lei èassieme a noi ed è la nostra compagna. Con lo stesso diritto, ora ci dice:
"Voi avete detto di appartenere a me, quindi modellate la vostra vita di conseguenza, dando tutto di voi stessi". lì dono che ci è dato di ricevere è il fatto che siamo figli di Maria, che Lei è nostra madre, la nostra maestra, mediatrice e protettrice e da ciò deriva il nostro compito, che è quello di dare tutto di noi stessi. L'amore di Maria è incondizionato e quindi non ha secondi fini. Ciò significa che non ama per essere riamata; ma è anche vero che il dono dell'amore ha diritto ad essere corrisposto. In tal modo, ogni dono diventa simultaneamente un compito, il coraggio rinnovato di offrire tutto con amore giorno dopo giorno, e non solo ciò che si ha, ma anche ciò che si è nella propria interezza.

METTETE DIO NELLE VOSTRE FAMIGUE AL PRIMO POSTO
Il primo posto in cui l'amore deve essere dimostrato è la famiglia. Una vita modellata dall'amore diventa esemplare. Questa è la regola migliore e più certa di ogni educazione. L'amore fruttuoso origina il buon esempio e il buon esempio diventa una luce per gli altri componenti della famiglia. Amarsi l'un l'altro e dare tutto, l'uno per l'altro, indicano la via della pace, che è la via del Natale. Maria, come Madre della Chiesa, fornisce un consiglio decisivo alle famiglie, che dopo tutto non sono altro che il fulcro della Chiesa. Non c'è rinnovamento nella Chiesa globale senza il rinnovamento nei suoi nuclei più piccoli. lì rinnovamento comincia con la decisione per Dio. Questo è il primo comandamento.

QUANDO NON LO VOLETE SIETE POVERI E PERSI
In questo mondo senza Dio, metà dell'umanità per 70 anni ha vissuto soggiogata da sistemi atei e quindi molte persone non conoscono Dio nemmeno in teoria e costruiscono le loro vite senza di Lui. Questo deve assolutamente cambiare Il primo posto spetta a Dio, il Creatore e il Salvatore di tutti. Dev'essere riconosciuto come Dio per poterci concedere la pace e la protezione. Nelle nostre vite e in seno alle nostre famiglie si è insinuato tanto ateismo pratico e teorico che è giunta l'ora di compiere atti di purificazione davvero radicali.
Dobbiamo spodestare tutti gli dèi e gli idoli, tutti i falsi dèi, tutti i BaaI. Deve finalmente cessare ogni forma di schiavitù che i falsi dèi hanno por­tato nelle vite e nelle famiglie! L'unico Dio santo e creatore, misericordioso e amorevole, deve tornare nelle famiglie, affinché esse diventino comunità felici formate da persone felici.

AFFINCHÈ EGLI POSSA DONARVI LA PACE E PROTEGGERVI NON SOLO DALLA GUERRA, MA ANCHE NELLA PACE DI OGNI ASSALTO SATANICO
Solo così si avvereranno la pace e la difesa della vita. Tutto il male viene da Satana e dalla collaborazione che l'uomo gli presta. Lui non può NULLA se le famiglie rinunciano a collaborare con lui. Maria, la rìuoua Eua, ci chiama a questa battaglia contro Satana. Noi apparteniamo a lei e quindi non c'è ragione di comportarci altrimenti. Lei ci fa capire che non solo la guerra nel senso più tradizionale costituisce un pericolo per l'umanità, ma an­che ogni forma di distruzione della vita. Ci sono molte nazioni che non conoscono la guerra, ma che vivono comunque senza pace. Quindi, tutta l'umanità, tutta la natura e persino l'intero pianeta sono in pericolo. In un suo messaggio, Maria ci mette in guardia sul fatto che Satana vuole davvero distruggere il nostro pianeta!

DECIDETEVI PER DIO E POI RICEVERETE TUTTI
L'unico modo possibile per salvarsi e per salvare gli altri è mettere Dio al primo posto nella nostra vita e nel mondo. Anche Lui, che ci ha creati e che ci ama, desidera concedere a tù tti noi la pace. Quindi, quello che ale per le famiglie vale anche per tutti gli uomini. Ci vorrà certamente molto prima che tutti gli uomini si convertano e mettano Dio al primo posto e prima che tutti i falsi dèi vengano rimossi, ma c'è speranza, poiché la conversione èuna grazia che possiamo ottenere pregando. Esistono dei piani di pace e con la Santa Messa e la nuoua Eva potranno realizzarsi. Succede spesso così anche nella nostra vita.
Noi capiamo e ci sentiamo pronti a cambiare qualcosa solo quando abbiamo raggiunto il limite. Spesso non ci rendiamo conto che il cammino che abbiamo intrapreso è sbagliato solo quando abbiamo sbattuto la testa contro il muro che ci sta proprio di fronte! Fintanto che gli esseri umani nel mondo continueranno a riporre più speranza in cose che non siano Dio, non saranno mai aperti alla vera fede nel vero Dio, che si è rivelato in Gesù Cristo. Proprio oggi, come mai prima, molte persone stanno vivendo una profonda delusione.
Sono state ingannate dalle promesse della tecnologia, della politica, dell'intelligenza umana e di molte altre cose.
Molta gente aveva sperato in un mondo migliore, confidando nei sistemi atei e oggi continuano a sentirsi infelici. Ogni cosa umana è ingannevole e il mondo spesso porta in sé una pericolosa delusione. Molti poi sono stati delusi dalle ideologie ed oggi si ritrovano a non sapere cosa fare della propria vita. Lo dimostra chiaramente il numero sempre più alto di suicidi. È’ comprensibile quindi che ci siano stati e ci siano tuttora scrittori e filosofi che parlano di un uomo lanciato nel cosmo senza alcun progetto, che si trova dietro una porta chiusa che non si può aprire da dentro e stare lì dentro è intollerabile. C'è stato anche qualcuno che ha detto che chi ha corag­gio dovrebbe togliersi la vita, mentre sono i vigliacchi a continuare a vive-re. E questo che accade quando siamo senza Dio! Tutte queste esperienze negative si sono rivolte contro l'uomo, che DOPO TUTTO È OTTIMISTA, e quindi molti si sono aperti all'evento soprannaturale di Medjugorje e si sdno incamminati sulla strada della fede. Spesso sono persone che seguono solo il proprio istinto, ma alla fine troveranno sicuramente Dio. Questa è l'esperienza che facciamo quotidianamente a Medjugorje. Innumerevoli persone incontrano Dio proprio nelle piccole cose. Tutti quelli che si salvano dopo un'esperienza di vita tragica trovano e ricevono tutto perché han­no trovato Dio. È visibile nelle storie di vita di molti giovani che hanno lasciato ogni cosa mondana e si sono consacrati a Dio in modo radicale. L'essere amati, ricevere la Luce e la Via, tornare a casa dopo essersi perduti e essere usciti dall'oscurità sono tutti doni concessi a chi si decide per Dio. Quest'anno il popolo croato ha festeggiato il Natale nel profondo dolore, ma è sempre un'esperienza di luce per noi tutti. Betlemme e la Croce sono sempre state molto vicine. Betlemme ha superato la sua prova sulla Croce e in questo modo possiamo sperare di essere benedetti ricevendo amore e pace dal Cristo Sofferente.
Signore nostro Dio e Padre, Ti ringraziamo per la nascita di Tuo Figlio Gesù Cristo per mezzo di Maria. Ti ringraziamo perché oggi hai voluto bene­dirci con la Sua pace e il Suo amore. Dacci la grazia di aprire i nostri cuori a Te, affinché Tu possa prendere il primo posto nelle nostre vite. Possano tutti i cuori, che si sono aperti ai falsi déi, aprirsi finalmente a Te. Apri tutti i cuo­ri, o Signore, che sono rimasti senza fede, affinché anch 'essi credano in Te che sei il loro Padre. Concedi loro la grazia di riconoscere l'amore di Tuo Figlio Gesù Cristo. Dona a noi la grazia di rispondere con amore e di essere protetti dal nostro amore per Te contro ogni attacco del maligno. Ti ringra­ziamo perché sei il Dio Emanuele e ti imploriamo di darci la grazia di diven­tare il Tuo popolo orante e amorevole. Aiuta tutti, o Signore, a decidersi per Te attraverso Tuo Figlio Gesù Cristo, affinché vivano in pace e attraverso le loro sofferenze possano farsi testimoni di Te che sei il Dio della Pace. Amen.
Medjugorje, 28 dicembre 1991

Messaggio del 2 DICEMBRE 1991

“Figli miei! Come mi sarebbe facile fermare la guerra se trovassi tante persone disposte a pregare e a digiunare come state facendo voi adesso.”

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La Vergine Maria “Regina della Pace” ci ha dato il messaggio attraverso la veggente Marija Pavlovic-Lunetti, come ogni 25 del mese cominciando dal 25 gennaio 1987

Messaggio del 25 NOVEMBRE 1991

“Cari figli, anche questa volta vi chiamo alla preghiera. Pregate affinché siate capaci di capire quello che Dio desidera dire attraverso la Mia presenza e attraverso i messaggi che Io vi do. Desidero avvicinarvi sempre di più a Gesù e al Suo Cuore ferito affinché siate capaci di capire l'Amore senza misura che si è dato per ognuno di voi. Per questo, cari figli, pregate affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su ogni uomo e su quelli che vi odiano e vi disprezzano; così, con l'amore di Gesù, sarete capaci di vincere ogni miseria in quel mondo doloroso che è senza speranza per quelli che non conoscono Gesù. Io sono con voi e vi Amo con l'Amore di Gesù senza misura. Grazie per tutti i vostri sacrifici e preghiere; pregate affinché Io possa aiutarvi ancora di più Grazie per aver risposto alla Mia chiamata!”

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Il brevissimo messaggio di9ttobre e l'assenza dell'abituale formula di ringraziamento finale hanno scosso profondamente molti amici di Medjugorje, spingendoli a pregare, digiunare, fare sacrificio e compiere atti d'amore. Molti hanno interpretato il messaggio di "Pregate! Pregate! Pregate!" come un grido d'aiuto della Madre di Dio, collegando questo appello alla situazione croata. Giustamente, credo, perché la Croazia, essendo un paese cattolico e democratico, si ritrova sotto il fuoco del secondo più forte esercito di tutta Europa e degli estremisti serbi. Dobbiamo ricordare che il popolo croato non ha la minima possibilità di autodifesa e che l'aiuto che avrebbe dovuto giungere dall'Europa demo­cratica non è mai arrivato in realtà. Vukovar, che dall'inizio del conflitto, sei mesi fa, è in costante stato d'assedio, dopo una lotta lunga e difficile, è oramai sul punto di cadere.
È un'indescrivibile tragedia che peserà anche sulle coscienze delle potenze occidentali. Quanto opportuno era il grido d'aiuto di Nostra Signora! Si è calcolato che' il numero delle vittime e dei feriti ha già raggiunto il migliaio. L'ondata dei rifugiati che si riversa da una zona all'altra della Croazia conta oltre 500 mila persone. Se pensiamo che la Croazia ha una popolazione di quattro milioni e mezzo di abitanti, ci si rende conto che attualmente un croato su otto è un profugo.
Sono state distrutte oltre 270 chiese, oltre agli ospedali, alle scuole, alle case, agli edifici della cultura e ai monumenti storici, che sopravvivevano da secoli. In questo momento, le sofferenze del popolo croato sono grandi, ma è molto difficile anche la situazione di altri popoli della Jugoslavia oramai in pezzi. È durissima anche per i musulmani, per gli ungheresi e gli albanesi e per tutti coloro che non sono serbi o comunisti e che non deside­rano esserlo.

VI CHIAMO ALLA PREGHIERA
Maria, la Regina della Pace, ci sta esortando alla preservazione della vita e quindi il suo appello supera i confini della Croazia
Dev'essere sentito come il grido di una madre in Ogni famiglia, in ogni comunità; in tutti i popoli e in tutto il mondo.
Dev'essere sentito come il grido di una madre ovunque la vita venga distrutta, i piccoli siano perseguitati, ci sia fame, ci siano droghe o alcolismo, i suicidi e gli aborti minaccino la vita alla radice.
Questo grido si diffonde fino a raggiungere tutti coloro che non si occupano più della loro dimensione spirituale con fede e amore, ma vivono in questo mondo da atei e materialisti, totalmente chiusi alla Vita Eterna in Dio.

CAPIRE QUELLO CHE DIO DESIDERA DIRE ATTRAVERSO LA MIA PRESENZA E ATTRAVERSO I MESSAGGI CHE IO VI DO
Questa è la preghiera cui ci chiama Maria. Non si tratta quindi solo di pregare e digiunare per ottenere qualcosa, ma piuttosto di immergerci nella profonda comprensione della volontà di Dio attraverso la preghiera e il digiuno.
Queste parole potrebbero diventare una domanda per noi che seguiamo i messaggi e la risposta dovrebbe essere proprio quella che dobbiamo cercare durante tutta la nostra vita. Se una persona pregando riesce a penetrare profondamente nella realtà divina, si immergerà sempre più nella presenza di Dio nel mondo.
Ciò avviene specialmente quando si studia la sua parola, le Sacre Scritture, e in particolare durante la Santa Eucarestia.
Se sviluppiamo una nuova concezione del fatto che la nostra vita è un dono di Dio per noi e per gli altri e SE gli altri diventano sempre più un dono per noi, allora nell'adorazione ci avvicineremo sempre più all'immagine interiore per la quale siamo stati creati e con essa saremo più capaci di vivere la pace e fare la pace.
La volontà di Dio è la nostra pace con Lui e con gli altri. Maria,'come Regina della Pace, come madre di tutti e come umile serva, diventa la Profetessa per mezzo della quale il Signore parla e vuole portarci dentro la nuova realtà.

DESIDERO AVVICINARVI SEMPRE DI PIÙ A GESÙ E AL SUO CUORE FERITO, AFFINCHÈ SIATE CAPACI DI CAPIRE L'AMORE SENZA MISURA CHE SI È DATO PER OGNUNO DI VOI
Maria desidera insegnarci ad avvicinarci a quell'amore. Questo è l'unico desiderio e l'unico scopo che Maria, come maestra, ci pone davanti. Nell'Enciclica MADRE DEL REDENTORE, Giovanni Paolo Il scrive che Maria, essendo la madre di Gesù e la sua maestra, può prepararci al meglio ai nuovi tempi. Maria indica con grande enfasi il "cuore ferito di Gesù" e desidera che noi gli siamo più vicini, ci dimostra il suo desiderio che noi capiamo che possiamo attingere alla fedeltà e all'amore di Gesù. L'amore per cui Egli è pronto a soffrire è vero amore e certezza per quanti soffrono.
Possano queste parole - quanto Gesù ha sofferto ed è quindi diventato la luce nella sofferenza.- tornare alla mente di chi è colpito da una guerra ingiusta. È una delle lezioni più difficili che dobbiamo imparare nella scuo­la della fede, ma senza quella lezione di sofferenza e la croce, tutta la scuola verrebbe presto disertata. Maria conosce i cuori dei suoi figli e parla loro in modo specifico e in verità.

PREGATE AFFINCHÉ DAI VOSTRI CUORI SGORGHI UNA FONTE D'AMORE SU OGNI UOMO E SU QUELLI CHE VI ODIANO E VI DISPREZZANO
La risposta vera che possiamo dare è la fonte di un amore per tutta l'umanità, senza distinzioni. Questo messaggio sottolinea la necessità che anche chi ci odia e ci disprezza deve essere inondato dal nostro amore. Questa è la volontà di Dio, come ci ha insegnato Gesù, e quindi Maria non può che fare lo stesso cioè amare come ama il Padre dei Cieli.
Nella situazione specifica del popolo croato, l'odio e il disprezzo per tutto ciò che è croato e quindi anche cattolico sono stati la causa di questa guerra tanto brutale.
Tutta la storia del comunismo è stata caratterizzata dall'odio, dal disprezzo, dal terrorismo e dalla violazione dei diritti umani, che ora si mostrano con chiarezza nella situazione croata. L'odio e il disprezzo possono genera­re altro odio e disprezzo in chi viene perseguitato, cacciato, ferito e impo­verito e questo ci porta ad una realtà ancora più temibile. Per questo, i nostri cuori devono farsi fonte d'amore e d'amore per tutti. Umanamente, èimpossibile, ma per Dio, che è il nostro Padre amorevole, è possibile!
Ed ecco che Maria vuole che crediamo che PER DIO NON ESISTE NULLA DI IMPOSSIBILE. Anche se il primo pensiero va al popolo croato, dovremmo tener presente che non sono stati l'odio e il disprezzo a cominciare la guerra in Croazia. Eppure, malauguratamente, essi sono oramai una realtà nei cuori di molti nel mondo, di molte famiglie, di molte comunità e dividono le varie chiese cristiane e le varie religioni. Ciò significa che ogni uomo di preghiera deve avvicinarsi quanto più possibile agli altri, in modo che il suo cuore diventi un cuore che ama. Come il sole, che il Padre ha creato, risplende su tutti senza distinzioni, anche il suo amore, attraver­so di noi, potrebbe risplendere su tutti. Questo, anche se è difficile a livello puramente umano, è possibile con l'aiuto di Dio e così il mondo diventerebbe davvero bello!

COSÌ, CON L'AMORE DI GESÙ, SARETE CAPACI DI VINCERE OGNI MISERIA IN QUEL MONDO DOLOROSO CHE È SENZA SPERANZA PER QUELLI CHE NON CONOSCONO GESÙ
L'unica strada per superare la miseria di questo mondo di dolore è l'amo­re. L'esperienza umana insegna che senza amore la vita è triste, invivibile e minacciata dall'istinto di distruggere se stessi e di conseguenza anche gli altri. Pregare per amore significa pregare per il nuovo, per il buono, per quello che conduce a una vita gioiosa, felice e piena di speranza, al riparo da ogni fattore di disturbo. E quindi necessario sapere che Gesù è la nostra speranza e che coloro che non lo conoscono non hanno speranza.
Conoscere l'amore di Dio ed essere pronti ad accoglierlo sono le condizioni per incamminarci sulla strada senza la quale non ci sarebbe possibile vivere. E quindi importante che la petizione in favore dell'amore per Dio e per l'umanità occupi il primo posto nelle nostre preghiere.

IO SONO CON VOI, E VI AMO CON L'AMORE DI GESÙ, SENZA MISURA
Per aiutarci ed incoraggiarcì, Maria ci garantisce lo stesso amore che ci riserva Gesù ed è forse il caso di ricordare che il suo cuore è stato trafitto per noi! Avere una madre che ci ama così tanto è quello che più conta per la vita di un figlio e ognuno di noi deve sapere di essere uno dei suoi figli. La durata di queste apparizioni ne è certamente un'ulteriore confermaI ln uno dei suoi messaggi ci ha detto che sarebbe rimasta con noi per insegnarci come amare, perché noi non sappiamo farlo.
Ora desidera aiutaaci ancora di più, ma per farlo ha bisogno delle nostre preghiere e dei nost~ sacrifici, in altre parole della nostra collaborazione.

GRAZIE PER TUTTI I VOSTRI SACRIFICI E LE PREGHIERE
Si intendono in questo caso i sacrifici e le preghiere individuali e della famiglia espresse a fàvore di tutti e di tutto il mondo. Maria ha bisogno delle nostre preghiere edei nostri sacrifici per aiutarci, perché solo attraverso la preghiera possiamo incontrare Dio, che poi ci concede le grazie di cui abbiamo bisogno. Allora, diventiamo più aperti alla collaborazione con Maria, che si presenta a noi come madre e come maestra.

PREGATE AFFINCHÉ IO POSSA AIUTARVI ANCORA DI PIÙ. LE VOSTRE PREGHIERE MI SONO NECESSARIE
Quando prega per la salvezza del mondo e quindi anche per tutti i suoi figli, desidera quindi che noi prendiamo coscienza della nostra capacità di aiutarla. Qui si parla non solo di aiuto materiale, ma soprattutto spirituale. Le nostre preghiere e i sacrifici possono aiutare altri cuori a diventare fonti d'amore. In questo suo messaggio, che precede il Natale, così materno perché parla di sofferenza ed è finalizzato a guidarci verso la vita attraverso le sofferenze, troviamo anche' buoni spunti per prepararci al Natale.
Possa il Padre aprire i nostri cuori ancora di più alla venuta del Messia in questo mondo di dolore e di peccato. Possa aprirci di più alle gioie divine e alla pace divina che ci porterà il suo imminente Avvento. Che Dio benedica in modo speciale tutii coloro che seguono i messaggi e che leggeranno queste riflessioni sul Padre e sulla Madre. Possano questi Figli di Dio e di Maria diffondere una luce ancora più forte e sempre più potente attorno a sé. Che Dio ci benedica tutti con un fruttuoso Avvento e un gioioso Natale!
Medjugorje, 26 novembre 1991

La Vergine Maria “Regina della Pace” ci ha dato il messaggio attraverso la veggente Marija Pavlovic-Lunetti, come ogni 25 del mese cominciando dal 25 gennaio 1987

Messaggio del 25 OTTOBRE 1991

“Cari figli, pregate, pregate, pregate!”

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Questo è il messaggio più breve che Maria ci abbia dato finora. Forse, la prima domanda da porci è perché Nostra Signora questa volta non abbia terminato il messaggio con le abituali parole, dicendo: "Grazie per aver risposto alla mia chiamata", come ha fatto per tutti questi anni. Abbiamo sempre saputo che non meritavamo la sua gratitudine, perché dobbiamo ancora rispondere alla sua chiamata con tutto il cuore.
D'altro canto, ci eravamo abituati a sentire quelle parole e ce ne rallegravamo sempre. La sua gratitudine infondeva in molte anime il coraggio di andare avanti e di seguire la Madre sul suo cammino, malgrado le debolezze, fragilità ed imperfezioni. Essere grati significa essere notati e notare gli altri e anche essere riconosciuti e riconoscere gli altri. Questo è proprio quello cui aspira il cuore umano. Maria non ha mai smesso di essere grata e non lo ha mai dimenticato. E quindi comprensibile che ci poniamo que­sta domanda. Perché stavolta non ha detto quelle parole?
Solo lei può rispondere adeguatamente a questa domanda, che suscita in noi opinioni e soluzioni diverse. lo credo che non dovremmo pensarci troppo, ma accettare il fatto e cominciare davvero a pregare. Ma, mentre lo facciamo, è pur sempre utile riflettere sulla situazione in cui versa la Croazia, che attualmente non è affatto buona.
D'altro canto, continuano a prospettarsi molte possibili soluzioni e noi pos­siamo continuare a pregare e a sperare che almeno una di esse si realizzi.

PREGATE!
Le apparizioni e i messaggi non riguardano la situazione della sola Croazia, ma di tutto il mondo. Secondo il messaggio dello scorso agosto, questi eventi sono collegati agli avvenimenti e ai messaggi di Fatima, che, a loro volta, ci indicano grandi eventi che si verificano nel mondo intero. Prima si parla di piani di pace e di gioia, ma che poi diventano frutto di sofferenza. Maria non è venuta qui per tutto questo tempo per dirci che ci aspettano tempi difficili.
Anche senza la sua presenza, questi tempi difficili, che in Croazia sono già arrivati, sono ugualmente evidenti. Maria viene invece per aiutarci a restare sul cammino della pace e al tempo stesso a non scoraggiarci di fronte ai tanti problemi.
Questo è un grande segno di speranza! In altre parole, i problemi non vengono solo perché Maria ci appare, ma lei ci appare per aiutarci a risolvere quei problemi e a sopportare le situazioni difficili, proprio come hanno fatto Lei e suo Figlio Gesù Cristo. Questo è il cammino verso il rinnovamento e la risurrezione.
Questa guerra, che si sta combattendo in Croazia, contro i croati, è una guerra che ha spinto milioni e milioni di persone, specialmente i pellegrini di Medjugorje, alla preghiera, al digiuno, ai sacrifici e agli atti d'amore.

PREGATE!
Finora, nessuna guerra era stata sostenuta da un tale movimento di preghiera in tutto il mondo. Questo fatto parla da solo. Maria, la donna vestita di sole, combatte il nemico malvagio assieme ai suoi discendenti. Quindi, non c'è nessuna coincidenza nel fatto che uno dei primi bersagli dell'aggressore siano state le chiese. Secondo i rapporti provenienti da Zagabria, a tutt'oggi oltre 210 chiese sono state danneggiate o completamente distrutte. La vittoria che STIAMO aspettando potrebbe costituire un nuovo inizio per l'Europa, perché questa è l'unica guerra aperta sul suolo euro­peo. Noi tutti dovremmo trarne un insegnamento molto importante e pregare affinché l'umanità impari veramente! Questo è un momento cruciale per tutti, in cui dobbiamo prendere coscienza che nel mondo di oggi esistono alte probabilità di distruzione.

PREGATE!
All'ufficio parrocchiale è accaduto qualcosa che potrebbe~gettare una luce su questa guerra sotto un'importantissima prospettiva. E una lettera scritta e firmata da 80 soldati croati che si trovano al fronte nei pressi di Osijek. Era intitolata UN APPELLO DALLA PRIMA LINEA. Il messaggio di pace che ci ha portato Nostra Signora non consiste unicamente in un appello alla cessazione delle guerre, ma anche alla cessazione di ogni distruzione della vita. Riguarda la difesa della vita fin dall'inizio, la tutela della natura e di tutto il creato, la pace profonda fra Dio e l'uomo, fra l'uomo e la donna e fra l'uomo e la natura. Ogni rapporto dev'essere basato sul rispetto, sulla venerazione, sulla protezione e sull'amore. In tal modo, si contrarrebbe l'avanzata della morte e si potrebbe ottenere davvero una vita di pace, com'è la volontà di Dio. Se la parola "pregate" viene ripetuta tre volte come in questo messaggio, allora dovremmo limitarci a pregare senza stare a pensarci troppo. Per tale motivo, mi permetto di ripetere qui, come in un libro di scuola, quello che ci è stato finora detto a proposito della preghiera.
1) Chi si suppone debba pregare? - Ciascuno di noi, senza eccezioni. Ogni paese, ogni parrocchia, ogni famiglia e anche ogni gruppo di preghiera.
2) Che cosa si deve pregare? - Il Credo, la Preghiera del Signore, l'Ave Maria, la Santa Messa il più spesso possibile, le Novene; si dovrebbe legge­re la Bibbia, si dovrebbe digiunare due volte alla settimana, da soli, in famiglia e all'interno dei gruppi. 3) Come si deve pregare? - Con il cuore, cioè con amore e con fede nel­l'amore e nella misericordia di Dio.
4) Per quali intenzioni si dovrebbe pregare? - Dovremmo pregare per le intenzioni della Nostra Madre Benedetta. Lei ci promette di offrire le nostre preghiere a beneficio dei piani deI Padre, com'è la sua volontà e anche esplicitamente a beneficio del Trionfo del Suo Cuore Immacolato

PREGATE!
Mentre prendiamo parte a tutte queste preghiere, messe, digiuni e novene, non dobbiamo dimenticare che ciascuno di noi non è solo importante, ma indispensabile alle intenzioni di Maria! Ancora una volta, questo dà un nuovo scopo alle nostre vite, alle nostre preghiere e al nostro lavoro. Poi, alla fine, qualche volta possiamo anche pensare a noi stessi. In un messaggio, Nostra Signora ha detto che dovremmo pregare e che non ce ne pentiremo.
Nostro Padre Celeste, Tu ci inviti tramite Maria con una triplice urgenza a pregare, pregare, pregare! In fondi lo spirito della preghiera nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nei nostri gruppi di preghiera, nelle comunita e in tutta la Chiesa. Aiutaci a diventare durante questo tempo il Tuo popolo di preghiera, affinché Ti adoriamo e lodiamo in ogni situazione di gioia come di sofferenza, perché Tu sei il Signore che ci ama. Benedici tutti coloro che stanno seguendo i messaggi e che stanno pregando con tutto il cuore. Dona a quanti non hanno ancora accolto il messaggio e che non si sono ancora decisi per la preghiera una nuova forza e una nuova determinazione a farlo con l'intercessione della nostra Madre Benedetta! Ascoltaci, o Signore, e donaci la pace assieme al Tuo Figlio Gesù Cristo, il Re della Pace. Amen.
Medjugorje, 4 novembre 1991

Messaggio del 2 OTTOBRE 1991

“Figli Miei! Ora più che mai ho bisogno del vostro aiuto. Vorrei che preghiate per i vostri fratelli che non hanno ancora conosciuto l’Amore di Dio. Pregate per loro! Pregate con tutto il cuore! Vorrei che essi possano riconoscere l’amore del Padre in tutto ciò che voi fate. Aiutateli ed aspettatevi che il Padre aiuti voi così come voi aiutate gli altri. Non siate insensibili al richiamo di questa Mia preghiera. Aiutate vostra Madre! Io vi ringrazio di cuore.”

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La Vergine Maria “Regina della Pace” ci ha dato il messaggio attraverso la veggente Marija Pavlovic-Lunetti, come ogni 25 del mese cominciando dal 25 gennaio 1987

Messaggio del 25 SETTEMBRE 1991

“Cari figli, vi invito tutti in modo speciale alla preghiera e alla rinuncia perché, adesso come mai prima, satana desidera sedurre più gente possibile sul cammino della morte e del peccato. Perciò, cari figli, aiutate il Mio Cuore Immacolato affinché trionfi in un mondo di peccato. Chiedo a tutti voi di offrire le preghiere e i sacrifici per le Mie intenzioni affinché Io possa offrirli a Dio per quello che è più necessario. Dimenticate i vostri desideri e pregate, cari figli, per quello che Dio vuole e non per quello che voi desiderate. Grazie per aver risposto alla Mia chiamata!”

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Nel messaggio del 10° anniversario, Nostra Signora ci ha ringraziato per il bel giorno che le abbiamo dedicato e per averglielo dato in dono.
Ci ha poi rassicurato del fatto chè questo tempo che sta passando assieme a noi è un tempo di grazia, invitandoci quindi alla preghiera come condizione per comprendere la vera ragione della sua venuta. "Se pregate, Dio vi aiuterà a scoprire la vera ragione della mia venuta!".
Queste parole certamente pongono una difficile domanda a quanti accettano le apparizioni con a more e gratitudine.
Capisco veramente perché Maria viene oppure lo interpreto secondo il mio punto di vista personale, le mie idee e i miei bisogni?
Anche oggi dobbiamo porci questa domanda.br>
CHIEDO A TUTTI VOI DI OFFRIRE LE PREGHIERE E I SACRIFICI PER LE MIE INTENZIONI
In altre parole, ci torna in mente il pensiero che ancora non capiamo che cosa riguardino questi avvenimenti e che, ancora accecati dai nostri desideri, dimentichiamo le intenzioni di Dio.
Esiste il costante pericolo che con le nostre preghiere, condizionate come sono dalle nostre esigenze e dalle nostre sofferenze, non intendiamo cambiare noi stessi, ma cambiare invece Dio e la sua volontà e che ci troviamo a combattere contro Dio, invece che vivere in profonda e fiduciosa collaborazione con Lui e la sua volontà.
La Madre di Dio vuole ricacciare dal nostro cammino questo pericolo e desidera insegnarci come volere davvero seguire la volontà del Padre invece che la nostra.

AFFINCHÉ IO POSSA OFFRIRLI A DIO PER QUELLO CHE È PIÙ NECESSARIO
È davvero semplice risolvere questo problema sotto il punto di vista pratico. Dovremmo affidare a Dio ogni desiderio e ogni bisogno con amore all'inizio di ogni nostra preghiera ed offrire consapevolmente ogni preghiera e sacrificio a Dio attraverso Maria, perché è questo che come Padre Egli desidera. Questo non significa che non ci sia consentito di pregare per le nostre intenzioni, ma che dovremmo pensare di più a quello che Dio desidera e dare maggior spazio ai suoi progetti.
Permettetemi di spiegarlo attraverso un'immagine.
Un figlio può andare dai suoi genitori e limitarsi a riversare su di loro le sue preoccupazioni, i suoi bisogni e le sue sofferenze e poi andarsene subito dopo. Ma possiamo anche pensare che un figlio abbia talmente fiducia nei suoi genitori da dimenticare tutti i suoi problemi e da ascoltare prima di tutto quello che i suoi vogliono dirgli. In quest'ultimo caso, i genitori diven­tano un servizio e il luogo in cui le disavventure trovano rimedio.

DIMENTICATE I VOSTRI DESIDERI E PREGATE PER QUELLO CHE DIO VUOLE
In questo messaggio Maria ci dice che, se preghiamo, Dio può svelarci la vera ragione della sua venuta. Qui, a parlare nel nome del Signore, è l’umile serva, la Regina dei Profeti. A Lei sono stati affidati i piani di Dio, ma rimane sempre e solo la serva. Quindi, è compito suo farci capire che Dio ha dei progetti speciali per questo tempo, e che solo Lui può concederci la comprensione dell'esatta ragione della sua venuta. Se ci chiediamo quale possa essere il piano di Dio, allora è possibile rispondere.
La volontà di Dio è la nostra salvezza universale, la nostra redenzione, la pace fra Lui, il nostro Creatore, e gli uomini, nonché la pace fra gli uomini.
La natura non è esclusa dal suo piano, perché anche la natura attende la glorificazione dei figli di Dio. Come Maria ci ha detto nel messaggio di agosto, i suoi, sono piani di pace e di gioia. Se questo è quindi il piano e il desiderio di Dio, dobbiamo chiederci una cosa molto importante: "Perché tanta gente nel mondo vive in tanta miseria?".
Ci sono ancora l'ingiustizia e l'odio con tutte le loro conseguenze, come la guerra od altre forme di distruzione della vita, lo sterminio di innocenti, la persecuzione di milioni di persone; c'è ancora tanto dolore, tante lacrime che talvolta sembra quasi che, a causa dei tanti ostacoli sulla sua strada verso l'uomo, Dio possa porre fine ai progetti e ai desideri che nutre per noi.
La domanda riguardo alla ragione della sofferenza resterà sempre irrisolta, ma Dio non ha risparmiato nemmeno suo Figlio, il suo Unico Figlio, pur di salvare ogni uomo e attraverso di lui anche tutto il resto del creato. lì suo piano è universale, ma anche individuale: Dio non può, come invece fanno tanti sistemi prettamente umani, sacrificare un individuo, un gruppo e nemmeno una nazione solo per fare prevalere le sue idee.
Non promette la felicità e la gioia ad uno a scapito di un altro. lì piano di Dio riguarda ogni individuo e tutti gli individui assieme. Vuole che tutti noi lo riconosciamo come Padre e vuole poterci salvare tutti. I nostri desideri egoistici e superficiali possono costituire un ostacolo alla redenzione, perché noi non desideriamo per gli altri, ma solo per noi stessi, per coloro che la pensano come noi e per i nostri amici.
Maria ci fa capire che in questo tempo in cui tante cose si stanno muovendo e trasformando verso il meglio, noi possiamo non ostacolare i piani di Dio e allo stesso tempo anche contribuire alla loro realizzazione, attraverso la preghiera e il sacrificio. Quindi, lei ci ha esortato alla preghiera, al digiuno e al sacrificio nei suoi ultimi messaggi. Più preghiamo, più facile ci sarà percepire i piani di Dio ed accettarli, anche quando sono loro ad aspettarci sul cammino della sofferenza.
Adesso, come mai prima, Satana desidera mostrare al mondo il suo viso infame, con il quale vuole trascinare più gente possibile sul cammino della morte e del peccatobr> Nei suoi messaggi, Nostra Signora parla molto spesso del potere del maligno, dei suoi effetti e dei mezzi e metodi di cui disponiamo per combatterlo. lì maligno sta affrontando molte persone in modo individuale e tutto il mondo con le sue intenzioni, il suo volto e i suoi metodi. lì suo potere è sempre più grande e più pericoloso, come avviene con ogni nemico, quando si nasconde. Più si nasconde e meno è riconoscibile, più pericoloso diventa. Quando invece è costretto a mostrarsi e a esprimere la sua volontà, non fa altro che dimostrare la sua impotenza.
Secondo la strategia bellica, il nemico ferito diventa anche più pericoloso, perché non ha più nulla da perdere ed è spinto da un unico motivo: distruggere quanto più può, non importa cosa. Il maligno mostra la sua faccia piena di vergogna fin dall'inizio, perché il peccato e quindi anche la morte sono venuti al mondo a causa sua. Anche se non riusciamo a scoprire direttamente il volto terribile del distruttore, possiamo riconoscerlo molto facilmente nei volti degli uomini che il peccato ha distrutto. lì mag­gior pericolo nell'opera del maligno sta proprio nella parte di male insita nell'uomo che si dimostra pronta a collaborare con Satana. Ha tanti colla­boratori nel mondo, che oggi si stanno unendo e stanno agendo insieme, ma al tempo stesso si stanno distruggendo l'un l'altro; quindi, il maligno non potrà vincere.
La vittoria sta dalla parte di chi ama e soffre con amore. Negli ultimi mesi, Satana ha mostrato il suo terribile volto anche qui da noi. Siamo tutti molto sorpresi e colpiti, perché sono troppe le vittime e troppe le distruzioni. Tutte le guerre sono senza senso, ma questa ancora di più, perché il potere delle armi ha cominciato a ritorcersi contro la stessa gente che con quelle armi ha armato il suo esercito. Un intero popolo viene distrutto dagli stessi generali ai quali quella stessa gente aveva messo a disposizione le case migliori, i salari più alti, le aree più belle del litorale. Oltre 80 chiese sono state distrutte, parzialmente o totalmente.
Molti monumenti, ospedali, asili, persino case di cura per bambini ritardati, scuole, ponti sono stati danneggiati. Sono state infrante tutte le leggi possibili, anche quelle dello stato di guerra. Il volto del maligno è orribile. E un conflitto fra comunismo e ateismo da un lato e processo di democrazia e di liberazione del popolo dall'altro. Nel territorio dell'ex Jugoslavia, non solo i croati, ma anche gli sloveni, i musulmani, gli ungheresi e i serbi hanno sofferto ed un grave pericolo incombe sulla Bosnia Erzegovina, la regione in cui si trova Medjugorje. Lo stesso vale per il kossovo e la Macedonia. Una volta, una donna di fede disse, sospirando: Mi ricordo della Seconda Guerra Mondiale, è stata terribile, ma questa è molto peggio! Eppure, eravamo stati preparati!
Si riferiva agli eventi di Medjugorje e nel mio cuore anch'io concordo con lei. Possiamo guardare a questi eventi anche alla luce della storia della salvezza. Il maligno e i suoi adepti dovevano mostrarsi da qualche parte, cosicché gli uomini e tutta l'umanità ne imparassero qualcosa. L'insegnamento fondamentale è proprio l'invito rinnovato alla pace, alla conversione, alla vita, alla rinuncia della morte e del peccato. La lezione èmolto chiara. Senza voler terrorizzare nessuno, invito tutti a pensare solo un po' a quanto il maligno potrebbe fare in Polonia, in Cecoslovacchia e in Ungheria, senza dimenticare tanti altri punti caldi del nostro pianeta.
E quanto male potrebbero fare in qualsiasi altro luogo tutte le armi ato­miche che ancora non sono state distrutte?! L'UNICA cosa che ci rimane da fare è convertirci a Dio! Affinché tutto quello che diventa peccato e morte per opera di Satana possa essere evitato. Assumiamoci con serietà il nostro compito! E non dimentichiamo che siamo ancora in cammino e siamo ancora esposti al maligno e non dimentichiamo nemmeno il grande effetto della grazia e che la nostra decisione e la nostra collaborazione sono decisive!

AIUTATE IL MIO CUORE IMMACOLATO AFFINCHÉ TRIONFI
Queste parole ci ricordano le apparìzi6ni, le parole e le profezie di Fatima.
Quindi, per la seconda volta, troviamo un legame diretto con Fatima nei nostri messaggi.
Fatima e la realizzazione dei segreti sono stati menzionati per la prima volta nel messaggio di agosto. Ma non è possibile aggiungere altro a questo proposito. Allora, lasciamo da parte i pensieri dubbiosi e rendiamoci consapevoli del fatto che questo tempo è un tempo mariano, come ha detto anche il Papa. Maria ce lo aveva detto con un anticipo di 75 anni ed oggi molte di quelle profezie, quelle belle o quelle più terribili, si sono già realiz­zate. Da tutto questo, con il cuore puro e pieno di fede, possiamo dedurre che Dio le ha affidato molto e che Lei, come Stella Maris, come madre e come donna si prepara con costanza alla vittoria su Satana. Eppure, a tal fine, Maria ha chiaramente bisogno anche della nostra cooperazione, delle nostre preghiere, del nostro digiuno, del nostro sacrificio, del nostro vivere in pace e farci testimoni della pace.
Signore nostro Dio, ti chiediamo assieme e Maria e in nome di Tuo Figlio Gesù Cristo di proteggere da Satana tutti noi, le nostre famiglie, il nostro Paese, tutta la Chiesa-e tutto il mondo. Non permettergli, o Signore, di sedurre il Tuo popolo. Non permettergli, o Signore, di ingannare nessuno nel peccato e nella morte. Tu sei il Signore, di' solo una parola e donaci la liberta! Signore, noi Ti offri~rno, assieme a Maria nata senza peccato, le nostre preghiere, i nostri sacrifici, il nostro digiuno, il nostro amore e le nostre sofferenze, cosicché Tu, tramite Lei, possa vincere sul peccato, con il Trionfo del suo Cuore Immacolato e che Tu ci doni la pace. Amen.
Maria, concepita senza peccato, prega per noi!
Medjugorje, 27 settembre 1991.

La Vergine Maria “Regina della Pace” ci ha dato il messaggio attraverso la veggente Marija Pavlovic-Lunetti, come ogni 25 del mese cominciando dal 25 gennaio 1987

Messaggio del 25 AGOSTO 1991

“Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, adesso come mai prima, quando il Mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e desidera bloccare i progetti della pace e della gioia e farvi pensare che Mio Figlio non sia forte nelle Sue decisioni. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e digiunare ancora più fortemente. Vi invito alla rinuncia durante nove giorni, affinché con il vostro aiuto sia realizzato tutto quello che voglio realizzare attraverso i segreti che ho iniziato a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l'importanza della Mia venuta e la serietà della situazione. Desidero salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato sia realizzato completamente. Grazie per aver risposto alla Mia chiamata!”

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La guerra si sta allargando a macchia d'olio in un'area sempre più vasta. Si stanno tentando s9luzioni politiche, ma senza successo. I responsabili dei governi dopo tutto parlano la stessa lingua, ma alla fin fine si comprendono sempre meno. Il numero delle vittime di questa guerra aumenta di giorno in giorno. Altri lutti, altri feriti e invalidi, altri orfani e vedove. Non c'è fine all'orrore che vediamo e sentiamo intorno a noi. E anche la paura si fa sempre più strada tra la gente.

VI INVITO ALLA PREGHIERA, ADESSO COME MAI PRIMA, DA QUANDO IL MIO PIANO HA COMINCIATO A REALIZZARSI
La situazione è davvero difficile, ma a quanto pare Maria vede le cose in modo diverso, con occhi completamente diversi. Qual è il piano di cui parla? Non è venuta a dirci che la guerra sta arrivando, ma invece che la pace è sempre possibile; quindi il suo piano può essere solo quello di fare in modo che tutti i popoli vivano in pace e che tutte le anime siano salvate. Questo perché sappiamo che Dio per noi vuole solo la pace.
Quindi, in una situazione che si fa sempre più critica e complicata, Lei vede che qualcos'altro si sta sviluppando. Maria parla sulla base delle sue stesse esperienze. Nel giorno del Venerdì Santo, quando quasi tutti all'infuori degli Apostoli vedevano solo la catastrofe imminente e la fine, quan­do molti avevano perso la speranza, Lei sopportò la sofferenza e rimase fedelmente accanto alla Croce. In quel preciso momento il suo essere madre non fu distrutto, ma piuttosto confermato. Dicendo "Questa è tua madre. Questo è tuo figlio", Gesù ha ufficialmente dato a Maria un diritto su ognuno di noi, il diritto di accettarci tutti come suoi figli.
Si può dire che Lei ci abbia adottati tutti sotto quella Croce. Noi siamo davvero suoi figli e anche Lei è davvero nostra madre.
Quindi Lei può e desidera guidarci e non teme la sofferenza, perché sa che dalla sofferenza può scaturire una vita nuova. La vita non ci è stata data per distruggerci, ma per consentire alla potenza di Dio e all'intercessione di Maria di esserci mostrati nei momenti di difficoltà e di debolezza. Ma per trasformare la sofferenza in trionfo, noi dobbiamo pregare veramente e Maria ci chiede di pregare "come mai prima!". Credo che dovremmo prendere queste parole seriamente e dedicare molto tempo alla preghiera, pregando anche per gli altri. In parole semplici, questi sono tempi davvero difficili e per tale ragione dovremmo passare molto più tempo con Dio. Solo così potremmo fugare ogni nostro dubbio, timore o diffidenza. Solo così potrà nascere qualcosa di nuovo nei nostri cuori mentre soffria­mo. Queste parole e questo appello possono essere paragonati a un'epide­mia. Quando nell'aria c'è una malattia, un virus o un altro elemento di contagio, occorre essere molto più prudenti e cercare di difendere il nostro corpo ancora di più. Questi tempi sono tempi contagiosi.
La paura, la diffidenza, la rabbia e l'odio possono attaccare facilmente le nostre anime e cominciare a produrre gli stessi effetti. Se cominciamo a pregare davvero "come mai prima", allora saremo salvi e al tempo stesso saremo in grado di spingere altri a contribuire al progetto di Maria. Lei stessa, naturalmente, non desiderava che nel nostro Paese o nel mondo si verificasse una situazione del genere ed è venuta da noi come Regina della Pace per dirci che la pace è realmente possibile. Ma poiché l'umanità con il suo comportamento ha portato il mondo alle condizioni in cui si trova ora, Lei interviene ancora una volta, dicendo: "Non abbiate paura, venite a me, pregate e il progetto diventerà realtà". Certamente, chiunque di noi sentirà questo messaggio di speranza dirà con tutto il suo cuore: "Sono qui. Ti ascolto e lavorerò con te". Già solo questo è l'inizio del trionfo nella nostra vita interiore. Possa veramente essere così per ognuno di noi! Ma questo messaggio non è rivolto solo a quelli minacciati dalla guerra, ma a tutti i popoli, perché il progetto affidato a Maria riguarda tutti i popoli, tutta l'umanità e, si può dire, l'intero universo.

SATANA È FORTE E DESIDERA BLOCCARE I PROGETTI DELLA PACE E DELLA GIOIA
Satana ha bisogno di una strategia chiara, perché intende bisbigliare nelle orecchie della gente ispirando la diffidenza in Gesù. La perdita di fede in Gesù facilita il compito di Satana, il nemico della salute dell'uomo, e attiva i suoi piani di distruzione. Maria è la Regina della Pace, la donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e le stelle che le incorniciano il capo.
Sta combattendo con gli eletti contro l'assassino e l'ingannatore degli uomini, chiamato Satana. Avrà la vittoria, e verrà celebrata per questo, ma per farlo ha bisogno anche del nostro aiuto, della nostra fede in Lei e nel Suo Figlio Gesù Cristo, nostro Signore. Le migliori armi di cui disponiamo sono sempre la preghiera e il digiuno.

VI INVITO, CARI FIGLI, A PREGARE E DIGIUNARE ANCOR PIÙ FORTEMENTE
È sempre una gioia vincere una battaglia, ma perché accada, occorre coraggio e solidarietà. E questo che dovremmo testimoniare con le nostre preghiere e il nostro digiuno. Fin dall'inizio delle apparizioni, ai veggenti veniva spesso posta la domanda: "Nostra Signora parla mai di Fatima?". Fino ad ora, i veggenti hanno sempre risposto di "no".

VI INVITO A QUALCHE RINUNCIA PER LA DURATA DI NOVE GIORNI, AFFINCHÉ CON IL VOSTRO AIUTO SIA REALIZZATO TUTTO QUELLO CHE VOGUO REAUZZARE SECONDO I SEGRETI CHE HO INIZIATO A FATIMA
Questa è stata davvero la prima volta che ha nominato Fatima, ma non èmai stato difficile capire che c'era un nesso fra le apparizioni che avvenivano nelle due città. Ed ora quel nesso è stato confermato. A Medjugorje siamo chiamati a pregare in modo che possa realizzarsi la promessa fatta a Fatima. È abbastanza naturale che il nostro primo pensiero sia: "Se a Fatima sono stati annunciati i tempi terribili che l'Europa ha vissuto a partire dalla Prima Guerra Mondiale, inclusa l'era del comunismo, la Seconda Guerra e gli anni del dopoguerra, allora Medjugorje annuncerà la fine di quei tempi". Il mondo sta attraversando terribili momenti di crisi che hanno condotto anche ad un'orribile guerra nei paesi in cui Lei appare. Dopo verrà il Trionfo del suo Cuore immacolato. Eppure non sappiamo ancora quanto e come queste crisi origineranno dolore. Come non conosciamo il contenuto del Terzo Segreto di Fatima, non conosciamo nemmeno il contenuto dei segreti rivelati qui. Ma non è questa la cosa più importante.
La cosa importante è che con le preghiere e il digiuno possiamo contribuire alla realizzazione del Trionfo. Questa è la ragione per cui oggi Nostra Signora ci chiede una novena di preghiera e di rinuncia, una condizione affinché quello che ha già cominciato possa infine attuarsi. Molte persone nel privato, nelle famiglie e nei gruppi di preghiera si sono accordati su quanto faranno per nove giorni come offerta di preghiere, sacrifici e buone azioni.

VI INVITO, CARI FIGLI, A COMPRENDERE L'IMPORTANZA DELLA MIA VENUTA E LA SERIETÀ DELLA SITUAZIONE
La venuta di Nostra Signora fra noi è una grazia e una gioia, ma è anche un segno che i tempi sono davvero molto difficili. Il pericolo non ci minac­cia perché la Madre è con noi; al contrario, Lei è qui perché i suoi figli, a causa del loro comportamento, si trovano in pericolo. Lei è qui per aiutarci. Possano i nostri cuori essere aperti e restare ape~t'i alle sue parolel

DESIDERO SALVARE TUTTE LE ANIME E PRESENTARLE A DIO
Questo è un augurio davvero speciale Questa vita è un dono attraverso il quale possiamo ottenere il dono eterno, infinito. Non dimentichiamo mai quello che ha detto san Paolo: "Le sofferenze di questo mondo non possono essere paragonate alla gloria che Dio ha preparato per noi". Quindi, vale davvero la pena di sopportare con coraggio ogni cosa e ricevere la Vita Eterna.
Padre Onnipotente, nostro Dio, Ti ringraziamo per aver affidato a Maria, nostra madre e Regina della Pace, un progetto per questi tempi. Con Lei e nel nome di tuo Figlio Gesù Cristo, Ti chiediamo di allontanare da noi Satana, tutta la sua opera e tutte le sue tentazioni. Non permettergli di danneggiare questo progetto di pace; ti preghiamo, dacci la grazia, o Padre, di decidere per la preghiera e per il digiuno, affinché attraverso la preghiera e il digiuno riusciamo ad aiutare Maria a realizzare il suo progetto. Ti pre­ghiamo, o Padre, di perdonarci per aver spesso dimenticato quanto èimportante che Tu ci abbia mandato Maria in questi tempi. Salva tutte le anime, o Padre, e conducile tutte al tuo Regno. Salva quelli che in questi giorni sono caduti, tutti quelli che sono stati uccisi e lascia che tutte le anime del Purgatorio entrino nel tuo Regno. Dona loro la tua pace con il tuo Spirito Santo che vive e regna con Te nei secoli dei secoli. Amen.
Maria, nostra Madre di Misericordia! Guida le nostre anime, guida tutte le anime che soffrono a causa di questa guerra e tutti quelli che gia sono caduti verso Dio! Possa la pace essere sempre con noi, possa la pace essere con loro e possa la pace essere con voi!
Medjugorje, 28 agosto 1991

La Vergine Maria “Regina della Pace” ci ha dato il messaggio attraverso la veggente Marija Pavlovic-Lunetti, come ogni 25 del mese cominciando dal 25 gennaio 1987

Messaggio del 25 LUGLIO 1991

“Cari figli oggi vi invito a pregare per la pace. In questo tempo la pace è minacciata in un modo particolare e chiedo da voi di rinnovare il digiuno e la preghiera nelle vostre famiglie. Cari figli, Io desidero che voi capiate la serietà della situazione e che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera, ma voi pregate poco. Cari figli, Io sono con voi e vi invito che con serietà cominciate a pregare e a digiunare come i primi giorni della Mia venuta. Grazie per aver risposto alla Mia chiamata!”

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LA PACE È MINACCIATA
È già un mese che la guerra sta devastando la Croazia. Sono già caduti molti uomini e molte case, chiese e monumenti hanno subito lo stesso destino. Molti occhi si rivolgono al mondo libero e aspettano l'aiuto che èstato loro promesso di fronte all'aggressore, che sembra diventare sempre più temibile. La pace è davvero minacciata.

RINNOVARE IL DIGIUNO E LA PREGHIERA NELLE VOSTRE FAMIGLIE
Fin dall'inizio Maria si è presentata come Regina della Pace e ci ha detto che con la preghiera e il digiuno le guerre possono essere evitate. Quindi, spesso Lei rivolge il suo appello all'individuo, alla famiglia, al gruppo di preghiera. Nel messaggio di questo mese, ripete ancora una volta il suo appello, rivolgendosi stavolta alle famiglie. Il pericolo è grande e dopo que­sto messaggio, molte famiglie si sono rivolte ai propri vicini, formando dei gruppi di preghiera in cui si prega il Rosario ogni sera. Il pericolo, quindi, ha spinto molti a decidersi per la preghiera. Quando Nostra Signora ci dice di rinnovare la preghiera, le sue parole devono farci capire che qualcuno che aveva cominciato a pregare ha poi cominciato a dimenticarsene pian piano. Alla fine del messaggio, lei stessa ci ricorda di...

PREGARE E DIGIUNARE COME I PRIMI GIORNI DELLA MIA VENUTA
La preghiera e il digiuno dovrebbero essere come all'inizio, quando aveva appena cominciato a venire fra noi. Quando io stesso mi guardo indietro, provo nel cuore un profondo desiderio misto a tristezza.
Era una condizione davvero meravigliosa quando tutti pregavano e digiunavano con gioia!! risveglio spirituale era così evidente che tutto il mondo se ne accorse, ma poi col tempo gran parte di quel movimento si ènuovamente assopito. Da un canto, in fin dei c9nti, è comprensibile che l'entusiasmo iniziale si sia smorzato.
E poi, il numero sempre crescente di pellegrini assorbiva sempre più il tempo dei nostri parrocchiani, che quindi si ritrovavano ad avere sempre meno tempo da dedicare alla preghiera. Queste non sono scuse, ma un modo per cercare di capire la situazione. Maria ci rammenta in questo suo messaggio i primi giorni delle apparizioni, quando molti risposero con tanto amore e vigore.

VI INVITO A PREGARE PER LA PACE. IN QUESTO TEMPO LA PACE È MINACCIATA
In questo messaggio, Maria fa riferimento alla pace e alla necessità di pregare e digiunare per la pace due volte al giorno. Non ci sono stati altri messaggi di questo tipo, perciò dobbiamo dedurne semplicemente che ci troviamo di fronte a una situazione critica.! prossimi mesi, forse anni, ci mostreranno il significato di questo messaggio, datoci durante un mese di guerra e undici anni dopo le prime apparizioni, e cosa Maria ci sta preannunciando.

IO DESIDERO CHE VOI CAPIATE LA SERIETÀ DELLA SITUAZIONE E CHE MOLTO DI QUELLO CHE ACCADRÀ DIPENDERÀ DALLA VOSTRA PREGHIERA

Maria conosce il potere della preghiera. Ci esorta e ci rende consapevoli del fatto che noi possiamo fare molto. Questo ci dice, allora, che noi siamo responsabili di quanto accade nel mondo e quanto irresponsabili possiamo sembrare quando non preghiamo o pensiamo che le nostre preghiere sono semplicemente una questione privata. La preghiera è sempre personale, ma mai privata, poiché la preghiera può avere una grande influenza a tutti i livelli.
Non dobbiamo pregare di diventare forti per poter esercitare il nostro potere sul mondo, perché allora entreremmo nell'ambito della magia. Preghiamo perché amiamo Dio e perché Dio possa operare attraverso di noi. Con una maggior consapevolezza, possiamo cambiare la nostra vita in modo che noi, assieme alle nostre famiglie e a chi ci circonda, con l'aiuto di Dio, possiamo alterare lo stato della società.!! problema, comunque, è che preghiamo troppo poco.
Maria è venuta in mezzo a noi per aiutarci a superare il nostro amore e la nostra fede, che sono in stato comatoso, e per condurci verso il Regno di Dio; Preghiamo affinché le sue grida materne raggiungano tutto il mondo con la forza del suo amore e che ci possa guidare tutti verso un mondo rinnovato.
Signore nostro Padre, ti ringraziamo che la Tua volonta sia la nostra pace. Signore nostro Dio, ti ringraziamo ancora, tramite Maria, la Regina della Pace, di concederci di tornare alla pace. Ma il comportamento dell'uomo sta minacciando la pace e quindi Ti chiediamo, attraverso il Tuo Spirito Santo, di concedere a noi e alle nostre famiglie lo spirito della preghiera e del digiuno. Facci capire che dipende da noi come appare il mondo e cosa accade nel mondo. Rinnova il nostro amore per Te e rinnova in noi lo zelo che avevamo all'inizio delle apparizionL Affinché possiamo con la nostra decisione e il nostro amore desiderare di vivere come ci hai detto attraverso Maria. Amen.

Medjugorje, 27 luglio 1991

La Vergine Maria “Regina della Pace” ci ha dato il messaggio attraverso la veggente Marija Pavlovic-Lunetti, come ogni 25 del mese cominciando dal 25 gennaio 1987

Messaggio del 25 GIUGNO 1991

10°anniversario

“Cari figli, oggi nel grande giorno che Mi avete regalato, desidero benedire tutti, dirvi che questi giorni in cui sto con voi sono giorni di grazia. Io desidero insegnarvi ed aiutarvi a camminare sulla strada della santità. Ci sono molti che non vogliono sentire i Miei messaggi né accettare con serietà quello che Io dico, ma per questo invito voi e prego affinché con la vostra vita e nella vita quotidiana testimoniate la Mia presenza. Pregate,Dio vi aiuterà a scoprire la vera ragione della Mia venuta. Perciò, figlioli, pregate e leggete la Sacra Scrittura perché, attraverso la Mia venuta, possiate scoprire nella Sacra Scrittura il Messaggio che è per voi. Grazie per aver risposto alla Mia chiamata!”

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Come sapete, abbiamo appena celebrato la ricorrenza dell’anniversario. Ci avete aiutato in questo e poco prima sono accadute delle cose importanti per noi e per ciò che qui abbiamo imparato.
Dagli inizi di aprile, abbiamo avuto diversi incontri con il nostro Vescovo; il 10 aprile la Conferenza episcopale ha emesso una dichiarazione, da cui emergono due elementi. Si dice anzitutto che ci si può recare a Medjugorje: la Conferenza constata che molti vengono qui e quindi desidera costituire un gruppo che diriga le questioni legate alla pastorale in questa Parrocchia. La questione su cui dopo dieci anni devono ancora trovare una soluzione, cioè se Medjugorje sia o meno un evento soprannaturale, è altrettanto importante e hanno espresso la volontà di continuare a indagare a tal pro­posito attraverso la Commissione episcopale.
Prima dell'incontro di giugno abbiamo avuto due incontri preliminari. Il primo ebbe luogo quando il Vescovo venne a Medjugorje nel venerdì dopo l'Ascensione, a metà maggio. in quell'occasione parlammo per tre ore e l'andamento generale fu buono.
L'incontro era stato organizzato da una pellegrina americana che ci dis­se: "Ve lo porto qui domani, va bene?".
Due settimane dopo, un lunedì, un medico francese che ha studiato a lungo qui ed un altro, francese, che guida i gruppi in pellegrinaggio, si sono recati in visita dal Vescovo e si sono intrattenuti in colloquio con lui per circa due ore. Il giorno dopo hanno parlato per dieci ore con lui mostrandogli tutti i risultati degli esami scientifici realizzati sugli stati di estasi dei veggenti. Quindi, la Conferenza episcopale doveva costituire un gruppo, di cui fanno parte otto membri; quattro vescovi e quattro teologi. Sono venuti a Medjugorje per la prima volta il 17 giugno, a mezzogiorno, dopo aver lavorato a Mostar durante la mattina.
Il gruppo era formato dai Vescovi di Banja Luka, Hvar, Sarajevo, dal nostro Vescovo di Mostar, da due sacerdoti diocesani e da due francescani, tutti teologi.
Prima parlarono con noi e poi restarono per la liturgia serale e per la mes­sa, durante la quale il nostro Vescovo fu il celebrante principale. Naturalmente, ne fummo veramente molto meravigliati. Tutto ciò è stato importante perché il Vescovo si è sempre detto contrario a Medjugorje, mentre ora, fortunatamente, questi eventi sembrano presagire qualcosa di positivo.
Il Vescovo non ha cambiato affatto idea a proposito delle apparizioni. Dice di non crederci e lo fa con molto più coraggio di prima ma, comunque, tutto il resto è stato in fin dei conti un grande passo avanti. Poi, quel mercoledì, siamo andati a trovarli, assieme al nostro parroco (padre Leonard), a fra' Jozo, a fra' Rupcic e ad altre due o tre persone. Prima abbiamo pregato assieme, poi abbiamo parlato, sempre in modo pacifico. In seguito la Commissione è tornata qui e il Vescovo si è spinto fino a cele­brare la Messa. In un articolo, un giornalista scrisse: “Il Vescovo Zanic ha compiuto un pellegrinaggio a Medjugorje, non da pellegrino, ma in quanto membro della Commissione".
D'accordo, vede ancora le cose in modo diverso da come ci piacerebbe interpretarle, ma noi lasciamo le cose come stanno e continuiamo a pregare. I Vescovi hanno capito che noi continueremo così e naturalmente l'Arcivescovo Franic, per moito tempo, si è dimostrato favorevole a Medjugorje. Disse di poter venire senza per questo rischiare di apparire irrispettoso nei confronti dei suoi fratelli e celebrò la Messa di lunedì sera. Quando, più tardi, l'Arcivescovo venne assieme a tutti i sacerdoti fu accolto con un grande applauso di benvenuto. Possiamo considerare tutto questo alla luce del penultimo messaggio della Vergine, in cui ci ha detto fra l'altro che coloro che hanno ascoltato il messaggio dovrebbero viverlo con amore e serietà, che dobbiamo fare attenzione a non impigliarci nella rete dei nostri troppi discorsi e che dobbiamo viverlo piuttosto.
Quindi, la cosa fondamentale è trasformare le negatività in positività perché in questo sta il processo di pace. Quindi, credo che in queste ultime settimane ci siano accadute tante cose buone, e sono avvenute molto prima di quanto ci aspettassimo. Ora, credo che Medjugorje sarà vista molto meglio di prima dalla gerarchia ecclesiastica e, se qualcuno insistesse nel dire che non ci devono essere pellegrinaggi a Medjugorje, allora vorrebbe dire che quella persona è mal informata su quello che è accaduto.
E c'è ancora chi non desidera essere informato su quello che sta succedendo qui o semplicemente vuole continuare a dirne male comunque sia. Ma anche sotto questo punto di vista ci sono stati dei miglioramenti. Se vogliamo essere cattolici, una cosa ci può essere chiara o meno. Solo la Conferenza episcopale e il Papa possono emettere dichiarazioni ufficiali a proposito del carattere soprannaturale di un evento di questo tipo. Noi non possiamo farlo. Possiamo solo dire di crederci e anche loro possono dire di crederci, ma in via ufficiale le cose vanno in questo modo.
Diciamo che siete in grado di guidare bene la macchina; ma se un vigile vi ferma e non avete la patente, siete comunque nell'illegalità e prendete la multa. Quindi, il vigile non controlla se guidate beiie, ma se avete la patente. Questo è importante, ma a livello pratico è più importante saper guida­re che non avere la patente in tasca.
Quindi, voglio dire che tutto quello che dobbiamo fare è continuare a pre­gare e digiunare e anche se la Conferenza episcopale continuerà per un altro po' a dire che “Non sappiamo se qui sta accadendo qualcosa di soprannaturale”, noi possiamo continuare a pregare, a digiunare, a conver­tirci e a fare qualcosa per la pace.
È da questo che dipende tutto. Naturalmente, è importante anche quello che dice la Chiesa, ma a questo livello è importante che NOI FACCIAMO quello che ci è stato chiesto. Questa sarebbe una buona introduzione anche a quest'ultimo messaggio, ma prima dobbiamo spendere alcune parole su quello che è accaduto nel nostro paese.
Dal punto di vista della politica è accaduto anche troppo. In maggio, in Croazia, si sono tenute le prime elezioni nazionali, in cui il Partito Demo­cratico Croato ha ottenuto una vittoria schiacciante. I comunisti hanno perso e quindi le tensioni si sono riaccese.
Il 31 maggio, per la prima volta dopo molti anni, il Parlamento croato ha tenuto la sua prima Assemblea e poi il 25 giugno, a dieci anni esatti dalla prima apparizione di Nostra Signora, la Croazia è stata dichiarata indipen­dente dalla Jugoslavia. Il Vaticano e la Germania sono stati i primi due paesi a riconoscere la nostra indipendenza e per noi tutti è stato un giorno mol­to importante e commovente.
Quel gran giorno, fra' Ivan Duganzic (un francescano che ha operato a Medjugorje in passato) ha fatto l'omelia durante la Messa serale. Ha riconosciuto il fatto che il Parlamento croato è riuscito a superare molti ostacoli.
Poi, proprio mentre stavamo traducendo il messaggio, alla televisione suonava l'Inno Nazionale Croato e veniva annunciata l'indipendenza della Croazia.
E’ stato un momento indimenticabile e i festeggiamenti che sono seguiti sono stati enormi! Per molti anni la nazione cattolica croata aveva subito una tremenda oppressione sotto il giogo dei comunisti.
E stato un momento di grandi speranze per molti croati, un momento per il quale molti avevano pagato con la vita. Poi, il giorno seguente, cominciò la sanguinosa aggressione della Slovenia, che ha fomentato ancor più le tensioni in Croazia.
A questo punto dovremmo riconsiderare il terzo giorno delle apparizioni, quando Nostra Signora ci dette il messaggio di PACE. È forse solo una coincidenza che la guerra sia scoppiata ora, esattamente dieci anni dopo? Ora consideriamo il messaggio dì questo mese.

OGGI NEL GRANDE GIORNO CHE MI AVETE REGALATO
È’ stato sicuramente un gran giorno! Chi avrebbe predetto questo giorno dieci anni fa, il terzo giorno delle apparizioni, quando alcuni si incuriosiro­no sulla natura degli eventi che accadevano qui, quando Vicka asperse dell'acqua santa sulla figura illuminata, sul Podbrdo? E poi seguirono le paure delle autorità politiche, che temevano che il fenomeno potesse diffondersi in tutto il mondo nel modo in cui ha poi fatto! Due giorni fa, ho parlato con una troupe televisiva britannica e ho dichiarato: "Guardate, dieci anni fa questi giovani hanno iniziato un fenomeno che non aveva alcuna possibilità di crescere in un regime comunista. E che non aveva nemmeno la possibilità di far fronte alla gerarchia e che invece adesso ha più filiali nel mondo di quanti ne abbia la British Airwaysl". Infatti, quanti Centri della Pace, gruppi di preghiera e persone comuni hanno partecipato attivamente e si sono impegnati in questo progetto?! Come si può spiegare questa cosa? Ho ascoltato ogni possibile spiegazione, ma finora posso accettare il fatto che Nostra Signora è qui. E, come sempre, Maria è così umile che ieri ha detto che siamo stati noi a regalarle un grande giorno! Abbiamo intrapreso questo cammino assieme a lei. Anche tutti quelli che hanno superato la paura e hanno dimostrato coraggio sostenendoci hanno fatto una cosa buona. E poi c'è gente che è venuta a piedi fin qui da molto lontano. Tutto questo è un grande contributo al movimento della pace! Risponde all'aspirazione alla pace che non è cattolica, ma che è dentro ciascuno di noi. La pace non è qualcosa che si riceve al momento del Battesimo. La pace è un desiderio, un'esigenza umana ed è questo che rende grande questo giorno. Sono venuti semplicemente perché tanta gente grazie a Medjugorje si è resa conto che la pace è possibile.

DESIDERO BENEDIRE TUTTI VOI
La benedizione è un'azione. Le benedizioni sono atti compiuti nella nostra vita, non sono solo parole gentili o parole dette da un prete con cui benedice un rosario o un altro oggetto. È un'azione e lo capiremo meglio considerando la parola latina "benedictio", che è formata da due parole "bene" e "dicteae", che significano "parlare bene". Io parlo usando le parole ma parlo anche con il comportamento, con il lavoro e quindi ogni cosa che faccio "parla". Che cosa dice la mia vita? Come parla la vostra vita?
Può parlare bene oppure può parlare male. Se fate del bene, state vera­mente diffondendo amore, pace e fede e QUELLE SONO DUNQUE DELLE BENEDIZIONI. Quando nella vita si agisce in modi che originano il bene, allora nessuno sarà giudicato.

QUELLA È BENEDIZIONE
Se ci comportiamo male, invece, la nostra è una bestemmia e quindi, sempre un atto. Si può dirlo con altre parole. O agiamo in modo da rendere la pace possibile o agiamo in modo da rendere la pace impossibile. Questa è benedizione oppure bestemmia. Ma c'è sempre il rischio che la gente pensi che la benedizione sia qualcosa di magico. Per esempio, se qualcuno riflette dopo che ho benedetto il Rosario, allora sono sicuramente sulla strada giusta. Questa riflessione sarebbe una riflessione magica o una convinzione magica. Mi ricordo di una volta, in un gruppo di preghiera, che c'era una persona che aveva bevuto un po' troppo, nonostante gli ripetessero che doveva guidare.
lì tipo disse: "In macchina ho un sant'Antonio". Gli dissi che poteva benissimo avere un incidente anche con sant'Antonio, perché era lui a guidare e non sant'Antonio. Se noi collaboriamo, certo, sant'Antonio po' aiutare.
Quindi, queste benedizioni, queste azioni hanno a che fare con la condizione dei nostri cuori. Una volta, fra' Tomislav disse a un altro gruppo di pellegrini tedeschi: "Nostra Signora vuole toccare le profondità dei nostri cuori dicendo di convertirci e voi venite e volete solo una piccola croce sulla fronte". Non è sufficiente restare solo in superficie.
Quindi, quando sentiamo che Nostra Signora ci benedice, significa che ci ama, che non ci giudica, che ci protegge, che intercede per noi presso Dio come ci ha detto tante volte. Un'altra cosa: benedire significa creare un'at­mosfera di pace e diffonderla.
Chiedete a voi stessi: nelle vostre famiglie c'è un'atmosfera di pace o un'altra atmosfera? Un'atmosfera di bestemmia? Pensiamo a una famiglia in cui, ad esempio, ci siano la guerra e la violenza e in cui i bambini vedano tutto questo. Per quei bambini quello non è un gioco, ma la realtà. Nel mondo, in cui tutto questo abbonda, abbiamo semplicemente bisogno di pregare di più. Nel mondo di oggi, così sporco, così pieno di tensioni, ènecessario pregare molto ed è in una situazione del genere che Nostra Signora viene in mezzo a noi.

QUESTI SONO GIORNI DI GRAZIA MENTRE STO CON VOI
A questo punto bisogna stare attenti a rimanere teologicamente cattolici. Alcuni pellegrini tedeschi si abbandonano al pensiero apocalittico e aspettano una fine imminente, colma di eventi catastrofici e di terrore, perché èstato detto che verrà un momento in cui sarà più difficile, se non addirittura impossibile, convertirsi. In questo è necessario operare un attento discernimento, perché Dio con il suo amore dispenserà sempre le sue grazie, nel futuro come oggi e come ha fatto in passato. Dio non potrà essere meno misericordioso domani. Non sarebbe Dio e questo deve essere chia­ro per tutti! Dio è sempre pronto a donare e ricevere la grazia dipende spesso dal fatto che siamo pronti a riceverla. A volte un pellegrinaggio, un ritiro o anche un incidente o una malattia diventano improvvisamente un momento di grazia. E una cosa molto importante da sapere. Le apparizioni sono davvero un momento di grande grazia perché Maria è con noi e ci aiuta semplicemente ad avanzare, consentendo a molti di unirsi a questo viaggio. Non stiamo muovendo una guerra.
Oggi è venuto un pastore anglicano assieme a un gruppo di quattordici persone e ci ha chiesto dove avrebbe potuto celebrare il rito anglicano. Questo per me significa che questo fenomeno, che è totalmente cattolico, con la sua Santa Messa, la Confessione e le quindici decine del Rosario, è diventato significativo anche per altri che normalmente non ne vogliono sapere del Rosario e nel cui credo non c'è quasi posto per la Madonna, se non, in minima parte, nella Bibbia. Ma non è possibile cancellare ogni cosa così e quindi anche questi vengono, perché lo stato di grazia di Medjugorje fa sentire loro che qui non verranno giudicati.
Si sentono liberi di venire. È un impulso che sentono ed è in questo modo che dobbiamo interpretare le apparizioni.
È una rivelazione rinnovata e, anche se le guarigioni che avvengono qui non sostituiranno certo gli ospedali, dopo tutto le apparizioni sono un impulso che attrae coloro che cercano Dio con maggior profondità.

IO DESIDERO INSEGNARVI E AIUTARVI A CAMMINARE SULLA STRADA DELLA SANTITÀ
Questa è la ragione principale della sua venuta attraverso le apparizioni. Che cosa significa essere santi? Significa vivere in pace con tutti, compresi i nemici che ci hanno ferito. Significa anche vivere in pace con tutto il creato, difenderlo e farlo con Dio e con il Suo amore.
Questa è la santità! Non è una figura immobile che prega da qualche parte lassù in un angolo buio. "Guarda, oh, lui o lei è così santo!". E invece un'attività a tempo pieno, che consiste nel vivere in pace in modo da poter incontrare Dio in ogni luogo. Una persona santa è una persona che incon­tra Dio in ogni individuo, in ogni situazione e in ogni parte del creato. Non siamo panteisti che dicono che ogni cosa è Dio, ma diciamo che ogni cosa parla di Dio.
San Francesco poteva lodare Dio in ogni piccolo fiore e piangere di gioia, mentre molti cristiani vengono a Messa e dicono: "Non provo niente, e allora perché dovrei andarci?".
La santità significa creare un'atmosfera di pace con ogni cosa e i santi non dicono: "Non siamo in un monastero e quindi non possiamo condurre una vita santa come fanno i monaci o le suore".
Se siete convinti di poter diventare santi in un convento e non dove vi trovate in questo momento, credetemi, neanche là diventereste santi! Non è necessario rinchiudersi in un convento!
Restate a casa vostra! Spero, comunque, che qualcuno decida di andarci e di provarci.
Quello che sto cercando di dire è, che se là dite "sì", mentre dove siete ora dite "impossibile", allora vi chiedo: perché? Forse perché la gente è tanto impossibile? Ma la stessa cosa vale per il convento.
Alcuni dicono: "Oh, se potessi essere là a Medjugorje, allora riuscirei a digiunare e così via". lo non credo in queste affermazioni, nemmeno quando a farle sono persone totalmente oneste. Perché? Perché è dove si trovano che hanno la possibilità di diventare santi.
Queste scuse di "da un'altra parte sarebbe meglio" sono chiaramente delle illusioni! State attenti! Là dove siamo dobbiamo cercare di fare l'impossibile per costruire un'atmosfera di pace. Quindi, si può diventare santi anche a casa propria.
E una tentazione pensare che i santi in qualche modo siano staccati dal mondo reale. Noi, noi tutti, siamo chiamati alla santità! Lo ha detto con tutta chiarezza il Concilio Vaticano II e lo stesso Gesù dice: "Siate completi come Io è il Padre" e via dicendo.
La santità ha anche a che fare con la salute. I primi passi verso la santità non sono i miracoli, ma la salute dell'anima, che non deve essere intaccata dal peccato. Da questa salute cresceranno poi anche il buono e la pace, spinti dall'inarrestabile processo dell'amore verso gli altri e poi verso Dio.

CI SONO MOLTI CHE NON VOGLIONO CAPIRE I MIEI MESSAGGI ED ACCETTARE CON SERIETÀ QUELLO CHE IO DICO
Questa è una buona risposta per quanti si chiedono: "cosa posso fare per spiegare cosa sta accadendo qui a mio marito, a mia moglie, ai miei figli, o al mio parroco?". A questa domanda rispondo sempre: "Se avessimo la soluzione, allora Medjugorje sarebbe stata già riconosciuta da tempo a Mostar". Ma non c'è. Possiamo solo vivere quello in cui crediamo. Siamo liberi. Le spiegazioni e le discussioni non sono di grande aiuto.
Quello cui ci troviamo di fronte, in fin dei conti, è la mancanza di volontà di ascoltare. Quando amiamo qualcuno o quando semplicemente ne siamo attratti, allora è molto difficile ascoltare, per quanto siano convincenti le parole degli altri. Questo dimostra quanto sia relativo il nostro pensiero e quindi non dobbiamo giudicare, ma lasciare le cose come stanno e aspet­tare la grazia o un momento più opportuno.

PER QUESTO INVITO VOI, E PREGO AFFINCHÉ CON LA VOSTRA VITA E NELLA VITA QUOTIDIANA TESTIMONIATE LA MIA PRESENZA
Molto semplice. Se una persona prega, digiuna e cerca continuamente di costruire la pace, cerca di fare del bene e dice: "Ho cominciato a farlo gra­zie a quello che ho ricevuto a Medjugorje", allora QUELLA è una testimo­nianza e QUESTO è quello che Maria ci chiede innanzitutto.
Questo messaggio non è rivolto solo a noi, che finora abbiamo ascoltato, ma anche a tutta l'umanità.
Lei ce lo chiede ed è importante che lo ascoltiamo. Una volta Nostra Signora disse a Jelena qualcosa di molto interessante che riguardava la sua vita interiore: "Tu mi dici: 'Non abbandonarci', ma io ti dico: 'Non ab­bandonate me"'.
E un po' come un bambino che pensa alla sua mamma solo quando ha fame o si è fatto male, ma che, non appena la sua fame è soddisfatta e la ferita curata, se ne dimentica.
In questo modo la mamma potrebbe essere tentata di sperare che il bambino si rifaccia male, così tornerebbe subito da lei. Situazioni simili accadono anche nel rapporto fra noi e Maria. Lei ci dice: "Vi chiedo", in altre parole: ASCOLTATE! ASCOLTATE! ASCOLTATE! Allora ci aspettiamo un consiglio o la garanzia di comprendere la ragione per cui lei si trova qui mentre preghiamo.
Maria non ha impedito che si indagasse e non si è nemmeno opposta alla Commissione. No, lei dice...

SE PREGATE, DIO VI AIUTERÀ A SCOPRIRE LA VERA RAGIONE DELLA MIA VENUTA
Questo è interessante. Non solo con le indagini, anche se lo studio ènecessario, ma è solo con la preghiera che cresce il cammino interiore con Dio. Mi ricordo di un prete che disse: "Tutte queste discussioni, riconoscimento o non riconoscimento! lo non so come andrà a finire tutto questo, ma so che nessuno mi toglierà mai quello che ho provato, l'esperienza interiore che ho avuto qui. A Medjugorje ho scoperto il vero valore della Messa! Che cosa significa celebrare la Messa!".
Qualcun altro ha anche detto: "Quando si è ordinati si ascolta cos'è la Santa Messa. Allora mi chiedo cosa ho sentito, perché non devo averlo capito". Quindi, in fin dei conti, non conta scoprire o meno la natura soprannaturale di Medjugorje. Solamente se viviamo Dio nella preghiera e nel digiuno possiamo continuare ad approfondire il nostro cammino verso Dio.

LEGGETE LA SACRA SCRITTURA PERCHÈ, TRAMITE LA MIA VENUTA, SCOPRIATE NELLA SACRA SCRITTURA IL MESSAGGIO PER VOI
Ieri abbiamo visto tanta gente venire qui e pregare per ore e salire sulle montagne. E stato un grandioso contributo alla pace nel mondo! Nostra Signora dice: "Grazie per aver risposto alla mia chiamata!". È il suo modo per parlare con noi e per stare con noi come una madre grata. A volte ci ringrazia in anticipo per qualcosa che faremo. La gratitudine è strettamente legata alla pace. Perché? Pensate ancora una volta alle vostre famiglie. Un "grazie" per una piccola azione ben fatta porta la pace in un giorno pie­no di attività. Si può andare avanti ed essere felici, mentre senza quel "grazie" la stanchezza si fa subito tristezza. La gratitudine significa essere in grado di vedere e di riconoscere. Con l'orgoglio e l'egoismo non si può proprio dire "grazie". Dicendo "grazie" si manifesta la propria umiltà, la profonda consapevolezza che Dio mi ha dato tutto e che si accetta quel tut­to cercando di usarlo per il meglio.
Quindi, in questo messaggio, ci viene detto che dobbiamo leggere la Bibbia, tenerla vicina e leggerla in famiglia. Come dice spesso fra' Jozo, preparate un angolino per la preghiera. Per favore, non dimenticatelo e se ancora vi dite di non avere il tempo di leggere, per favore cancellate questo pensiero ogni mattina e leggetene un pochino. Sarà un bene per voi e per le vostre famiglie. Quindi, dobbiamo cercare la vera ragione della venuta di Nostra Signora e lo possiamo fare anche capendo quali non sono le ragio­ni giuste. Non è venuta perché questa parrocchia era così santa da spin­gerla a venire. I veggenti non erano così santi che ha dovuto scegliere loro. E lo stesso devo dire dei francescani, perché altri francescani avrebbero potuto benissimo assolvere a questo nostro cqmpito
Né lo ha fatto per questa nostra particolare situazione politica, né per la nostra storia. No, neanche per quella ragione. Per il fatto che qualcuno sta diventando ricco? No, nemmeno per quello. Perché qualcuno litighi su questo? No, neanche per questo. Ma la ragione può essere trovata nel fatto che Maria, come madre, desidera guidare noi, i suoi figli, verso Dio. Penso a quello che il Papa ha detto nell'enciclica MADRE DEL SALVATORE:
"Maria è la stella del mattino". Noi cristiani dovremmo andare a lei e lei ci insegnerà proprio come ha fatto con Gesu. La Madre della Chiesa può mostrarci meglio come prepararsi all'incontro con Dio. Sono certo che questo gran giorno che abbiamo celebrato sarà per noi un nuovo impulso a seguire Maria sulla strada verso Dio. Non dobbiamo temere che sia Maria a guidarci, qualunque siano le nostre sensazioni. Se un dottore consigliasse a un paziente di smettere di mangiare solo perché non ha cibo, il suo consiglio affretterebbe solo la morte del paziente. La stessa cosa vale per la preghiera.
Il nostro cammino verso Dio assieme a Maria' deve essere indipendente da ognuna di queste cose. A volte viviamo le tenebre. Anche i santi le hanno vissute, ma con la perseveranza sono riusciti a capire. Maria è un buon profeta che sa che la vera pace avviene attraverso la conversione.
Come molti di voi sanno già, lvanka ha avuto la sua apparizione annuale nel giorno dell'Anniversario. Dal maggio 1985, Nostra Signora le appare solo il 25 giugno, come le ha promesso alla fine delle sue apparizioni quotidiane. L'apparizione ha avuto luogo alle 18.30 ed è durata sette minuti. lì messaggio della Madonna è stato:

"Vi prego, cari figli, solo pregate, pregate, pregate!".

Nostra Signora le ha parlato del, primo segreto. I segreti riguardano il futuro in generale, il-futuro della Chiesa e il segno. lvanka dice di non aver ricevuto segreti personali. Quando ha descritto Nostra Signora, lvanka ha detto che era in certo modo più triste che allegra. Quindi, è comprensibile che i sentimenti di lvanka fossero simili. Poi ha sottolineato il fatto che l'ap­parizione non è durata abbastanza.

Preghiamo:
Signore, nostro Dio, oggi ti ringraziamo per i dieci anni in cui Maria, la Tua umile serva, è stata qui con noL Donaci la grazia di capire che attraverso la Sua presenza Tu ci hai concesso giorni di grazia. Dacci il desiderio profondo di restare con Lei sul cammino della santità. Dacci il Tuo Spirito Santo, affinché possiamo capire le Tue parole e attraverso il nostro amore, attraverso la nostra pace e attraverso le nostre vite, possiamo farci testimoni della pace e testimoni della presenza di Maria. Signore, benedici tutti coloro che sono venuti qui in questi dieci anni e che sono rimasti sul cammino di Maria. Benedici tutti coloro che hanno accolto le Tue parole e le hanno portate agli altri. Benedici tutti coloro che si sono stancati di restare su questo cammino e hanno smesso di pregare e digiunare. Dai loro la forza di decide­re ancora una volta per l'intercessione di Maria e per il cammino della san­tita. Benedici anche tutti coloro che sono venuti qui in questo grande gior­no e così facendo hanno dato testimonianza del Tuo amore e dell 'amore di Maria. Ti chiediamo anche per tutti coloro che'non accettano il messaggio, che lo rifiutano, lo attaccano e lo hanno attaccato che Tu glorifichi Te Stesso in tutti i Tuoi figli cui hai dato Maria come madre. Amen.

Medjugorje, 28 giugno 1991

La Vergine Maria “Regina della Pace” ci ha dato il messaggio attraverso la veggente Marija Pavlovic-Lunetti, come ogni 25 del mese cominciando dal 25 gennaio 1987

Messaggio del 25 MAGGIO 1991

“Cari figli, vi invito tutti voi che avete sentito il Mio Messaggio della Pace a realizzarlo con serietà e amore nella vita. Molti sono quelli che pensano di fare molto parlando dei messaggi, ma non li vivono. Io vi invito, cari figli, alla vita e al cambiamento di tutto ciò che di negativo è in voi, affinché tutto si trasformi in positivo e in vita. Cari figli, Io sono con voi e desidero aiutare ognuno di voi a vivere e con la vita testimoniare la bella notizia. Cari figli, Io sono con voi per aiutarvi e per condurvi al Cielo. In Cielo c'è la gioia: attraverso di essa potete già vivere il Cielo fin da ora. Grazie per aver risposto alla Mia chiamata!”

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VOI CHE AVETE SENTITO IL MIO MESSAGGIO
Ecco, questo è il modo in cui Nostra Signora comincia il messaggio che ci introduce all'ultimo mese della sua decennale presenza a Medjugorje. E’ certamente buono e utile appellarsi a coloro che hanno sentito il messag­gio e chiedersi dove sono?". Nessuno può valutare con certezza quanti siano coloro che hanno sentito l'appello alla pace, ma sono milioni e milio­ni in tutto il mondo, di tutte le razze e di tutte le nazioni, di tutte le regioni, dal Nord al Sud, da Oriente a Occidente. Fra coloro che sono stati in pelle­grinaggio a Medjugorje ritroviamo gente di ogni estrazione sociale, di ogni colore, di ogni razza, di ogni cultura e religione, ricchi e poveri, sani e ammalati, politici e scienziati e, non dimentichiamolo, i tanti che apparten­gono alla Chiesa, innumerevoli preti e vescovi. L'anonima cittadina di Medjugorj'e, gli sconosciuti nomi di Vicka, Jacov, Ivan, lvanka, Mirjana e Marija sono oramai noti a molti e apprezzati da molti. Si sono scritti libri e opuscoli, riviste e giornali settimanali e mensili, tutti pubblicati con un gran numero di copie. Inoltre, sono stati realizzati molti film e video per la ABC, la BBC ed altri produttori televisivi famosi a livello nazionale ed internazio­nale. Quindi, sono certamente in molti ad aver ascoltato il messaggio. E sono proprio loro ad essere chiamati ora a...

REALIZZARLO CON SERIETÀ E AMORE NELLA VITA
Come dice Maria, è il suo messaggio di pace, nonostante i tanti problemi, ad essere stato trasmesso con costanza in tutto il mondo a partire dal 24 giugno 1981. E il suo messaggio materno, al quale ogni cuore umano rea­gisce positivamente, ad essere atteso con impazienza. E il suo messaggio materno di pace ad aver riportato speranza e sicurezza a molti suoi figli, stanchi della vita.
È il suo messaggio di pace che pur essendo stato definito contiene al contempo anche un appello alla vita, un appello affinché la smettia­mo di distruggere la vita e ricominciamo ad amarla e a difenderla. Per non perdere il coraggio in questo mondo senza pace, distruttore e in gran parte anche distrutto, è bene riflettere sul desiderio di Maria che tutti noi realiz­ziamo il suo messaggio, come dice, con serietà e amore. lì processo di pace consiste in un lungo percorso di guarigione che deve essere vissuto e trasmesso agli altri con amore e pazienza. Se questo punto non viene capi­to, sarà facile che ci si butti a capofitto nelle cose con euforia e poi si perda subito fiato. Chi può sapere quanti hanno reagito positivamente alla tra­smissione del suo messaggio e poi sono stati bloccati dalle preoccupazioni o hanno perso il coraggio di fronte al primo ostacolo?
C'è certamente anche chi ha capito la questione della pace e compreso che non ci vuole solo la grazia di Dio, ma che è necessaria anche la nostra cooperazione. Coloro che vivono la pace con serietà e amore sono proprio quelli che poi la trasmettono veramente agli altri.
Potrebbe sembrare un discorso pedante, ma Maria sa che sono molti ad aver ascoltato il suo messaggio e spera che attraverso proprio questi, i suoi figli, riuscirà a portare del bene al mondo intero.
Quindi, ci resta una sola cosa da fare: rinnovare la nostra decisione a impegnarci nel messaggio e a realizzarlo con amore! Allora si potrebbe" proclamare: "Alzatevi e pregate e digiunate, riconciliatevi e fate del bene, vivete la pace e nella pace! Maria, la Regina della Pace, è con noi! Scacciate ogni dubbio e innalzate le bandiere della pace! Dio ha voluto che la nostra Regina ci accompagnasse su questa strada!".

MA NON LI VIVONO
Maria stessa in questo messaggio ci ha messo in guardia di fronte al pericolo in cui né noi né nessun altro che abbia sentito il messaggio dovrebbe incappare. Non possiamo diffondere questo messaggio se non lo viviamo e nessun' discorso che possiamo fare su di esso potrà mai sollevarci o sostituire la necessità di viverlo per primi. Non è certamente nostro diritto o nostro compito quello di tentare di valutare il numero di coloro che ora lo stanno facendo, ma dobbiamo invece giudicare noi stessi ed accertarci che le nostre vite non si perdano in parole vuote, come Maria ci ha detto nel suo messaggio di aprile. Il pericolo di parlare troppo, invece di agire, non ècominciato all'epoca delle prime apparizioni, perché esisteva già. Gesù stesso ce lo fa notare e dice che non si entra nel Regno dei Cieli dicendo "Signore, Signore", bensì vivendo e annunciando quello in cui crede. E’ vero che questi messaggi sono facile fonte d'ispirazione e toccano le profondità dell'animo umano, ma non ci si dovrebbe fermare a questo.

IO VI INVITO, CARI FIGLI, ALLA VITA E AL CAMBIAMENTO DI TUTTO CIÒ CHE DI NEGATIVO È IN VOI
Coloro che promettono a se stessi e agli altri una pace facile possono essere annoverati fra i falsi profeti. Se ci proviamo a immaginare una situa­zione specifica, allora potrebbe essere che qualcuno, pur parlando di pace, non stia in verità cercando la riconciliazione e che non stia annunciand'o la conversione. Quindi, nella sua vita non sta cambiando nulla.
Parla con facilità di preghiera e di digiuno, ma continua a trascorrere ore e ore davanti alla televisione e a non pregare, pensando di non avere il tempo di farlo. Potremmo chiederci: "Perché ci si comporta così?".
La risposta non è facile da trovare, ma come spunto possiamo riflettere su alcune parole del suo messaggio, in cui dice che non dobbiamo vantarci di conoscere il messaggio, ma dobbiamo invece viverlo. La sostanza del processo di pace è contenuta in queste parole.
La mancanza di pace è il prodotto del peccato, dell'isolamento, della distruzione, di ferite associate a sentimenti di odio, gelosia, calunnia, paura, diffidenza e via diEendo. Tutte queste cose devono essere trasformate in positivo.
La pace è positiva. La pace è una comunione rinnovata, una fede rinnovata, una libertà, una ferita guarita, una profonda gioia interiore, una gratitudine, un'anima e un corpo guariti e una sofferenza o una malattia sopportate con amore e rassegnazione.
In questo sono compresi i conflitti in seno alla famiglia, in seno alla Chiesa cattolica, fra le varie Chiese cristiane, come ogni altra cosa negativa in questo mondo che divide le razze e le nazioni. Se pensiamo in termini umani ci troviamo di fronte ad un compito irrealizzabile.
Eppure non siamo lasciati a noi stessi, perché Maria ci è accanto e ha già scoperto che per Dio nulla è impossibile. Preparandoci alla celebrazione del 10° anniversario, poniamoci una domanda.
Non ci sono forse, anche se è triste da dire, dei sentimenti negativi che circondano l"'Oasi della Pace" - come Nostra Signora in un suo messaggio ha voluto definire la Parrocchia di Medjugorje - e che è davvero giunta l'o­ra di trasformare in positivo? Certamente, con questo la Madonna intende riferirsi anche a tutti i gruppi di preghiera, Centri della Pace e organizzatori dei pellegrinaggi. In seno alla stessa Parrocchia, ci sono delle tensioni e dei sentimenti negativi che dividono il Vescovo di Mostar e i francescani, i vari capigruppo di pellegrinaggio e i centri della pace.
Quante volte noi stessi, che siamo al centro di tutto questo, abbiamo par­lato male l'uno dell'altro, approfondendo quindi i sentimenti negativi e ostacolando il processo di pace?
Chiedo questo non per istigare un'altra tornata di discussioni negative, ma piuttosto affinché si possa, nella grazia di Dio, trasformare molte negatività in positività in questo mese che precede il 100 anniversario. Trasformare il negativo in positivo significa che la vita trionfa sulla morte. E allora tutti ci avvicineremo alla risurrezione. Che non passi giorno della nostra vita senza che non abbiamo pregato: "Dio, cambia questo in positivo e in vita!".

TESTIMONIARE LA BUONA NOVELLA
Quando sentiamo l'espressione buona novella come prima cosa pensiamo all'intero messaggio del Vangelo, o allo stesso Gesù, perché per dirla semplicemente, Egli stesso è la Buona Novella. Quando in questo messaggio troviamo l'invito a "testimoniare la buona novella" pensiamo anzitutto al messaggio di pace che in un certo modo contiene l'intero Vangelo, il messaggio buono e quindi anche gioioso. Chiunque desideri la pace di Dio risponde alla chiamata alla conversione, alla preghiera, al digiuno, ecc. e si riconcilia ed ama anche i suoi nemici e coloro che gli fanno del male. Si può volere la pace solo se si vuole tutto il Vangelo. Nel farlo, non si deve omettere o cambiare neppure il più piccolo dettaglio. Solo allora si può realizzare la pace e allo stesso modo anche l'invito materno di Nostra, Signora. lì messaggio fondamentale e la buona novella consiste propriò nel fatto che possiamo cambiare, che non dobbiamo restare nella negatività e nella morte e che alla fine ci è già stata assicurata la Vita Eterna.

POTETE GIÀ VIVERE IL CIELO SIN D'ORA
La santità eterna consiste del godimento eterno dell'amore di Dio di cui i santi beneficeranno per sempre. Maria vuole indicarci la strada per il Paradiso e ci invita a seguirla. Lei è la "stella del mattino" per tutti noi, la nostra mamma, la nostra maestra e la nostra compagna di viaggio verso la santità. Queste apparizioni "prolungate" sono per noi una prova schiacciante di come e dove ci sta conducendo. Già qui e ora possiamo godere della gioia eterna. Possiamo vivere completamente in Dio, nel suo Amore e quindi Gesù può invitare il suo popolo ad essere gioioso nonostante le difficoltà. Egli prega affinché la sua gioia possa essere totale nei cuori di coloro che credono in Lui. Il desiderio di pace porta in sé la gioia del Paradiso. Ma per essere divinamente gioiosi in questo mondo occorre avere la forza e il coraggio di alzare gli occhi a lei, a lei che è la nostra stella del mattino. Qualcos'altro emerge chiaramente da questo messaggio. Siamo stati invitati alla Confessione. Se siamo stati nuovamente chiamati ad una lotta radicale contro il male e tutto ciò che è negativo, allora è necessario parlare della Confessione.
È il momento di grazia in cui Dio ci perdona i nostri peccati e con la Sua mano paterna guarisce le nostre ferite. Quindi è bene pensarci e, prepa­randosi al 10° anniversario, recarci e fare una buona Confessione. Assieme alla Confessione, sarebbe anche bene vivere gli altri messaggi e pre­gare una novena da soli oppure in un gruppo di preghiera. Ad ogni modo, tutti coloro che hanno ascoltato i messaggi, dovrebbero con coscienza, con gioia e con amore seguirla senza stancarsi mai. Che per questo possiamo essere tutti benedetti!
Padre dei Cieli! Ti ringraziamo per averci dato Maria, la Regina della Pace, in questi anni come compagna speciale. Ti ringraziamo per tutte le grazie che attraverso di Lei ci hai concesso. Con Lei, Tua umile serva e nostra fedele madre, Ti preghiamo: Mondaci, o Padre, di tutto ciò che è negativo e conducici verso la vita e tutto ciò che è positivo. Monda le nostre famiglie, la nostra Chiesa e tutto il mondo. Liberaci da ogni distruzione e negativita e aiutaci ad accettare il Tuo regno. Benedici, o Padre, attraverso di lei tutto il mondo con la benedizione di pace. Guarisci ogni rapporto sbagliato e proteggi attraverso di lei tutto il mondo e tutto l'universo. Noi desideriamo continuare a combattere assieme a lei contro il male e contro Satana e con lei ottenere la vittoria. Benedicici, o Padre, in Tuo Figho Gesù Cristo attraverso lo Spirito Santo. Amen.
Medjugorje, 27 maggio 1991

La Vergine Maria “Regina della Pace” ci ha dato il messaggio attraverso la veggente Marija Pavlovic-Lunetti, come ogni 25 del mese cominciando dal 25 gennaio 1987

Messaggio del 25 APRILE 1991

“Cari figli, oggi vi invito tutti affinché la vostra preghiera sia preghiera del cuore. Ognuno di voi trovi il tempo per la preghiera per poter scoprire Dio nella preghiera. Non desidero che parliate della preghiera, ma desidero che preghiate. Che ogni giorno per voi sia riempito della preghiera di ringraziamento a Dio per la vita e per tutto quello che avete. Non desidero che la vostra vita trascorra nelle parole, ma glorificate Dio con le opere. Io sono con voi e ringrazio Dio per ogni momento speso con voi. Grazie per aver risposto alla Mia chiamata!”

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È sempre fondamentale rammentare che qui a Medjugorje abbiamo rice­vuto la presenza quotidiana della Madre di Dio, una presenza che costituisce il messaggio più importante e cruciale.
Gli altri messaggi che parlano di pace, conversione, speranza, digiuno e preghiere sono, per così dire, la struttura che Maria ci mostra qui, ma che ritroviamo anche nel Vangelo. I messaggi mensili ci aiutano a capire e a sapere quello che dobbiamo faée ed ora, in questo messaggio, troviamo molte cose davvero importanti.

FATE CHE LA VOSTRA PREGHIERA SIA PREGHIERA DEL CUORE
Non è la prima volta che Nostra Signora ci esorta a pregare con il cuore. La maggior parte dei messaggi contengono l'invito a pregare e a farlo in modi diversi.
Maria ci ha invitato a pregare costantemente, a pregare continuamente, ma ci ha anche esortato a farlo con il cuore.
Ma come si fa e cosa significa?
E una domanda di fondamentale importanza, sempre.
Credo che occorra sottolineare che pregare con il cuore significa prende­re la decisione di pregare e prendere questa decisione con amore.
Quindi l'amorevole decisione di pregare dovrebbe essere all'origine della preghiera fatta col cuore. Pensiamo, ad esempio, ad un bambino che deve andare in prima elementare.
Qual è la cosa più importante per quel bambino? La cosa più importante è che il bambino desideri andare a scuola e che lo faccia con amore. Tutto il resto si impara col tempo.
La decisione di andare a scuola con amore non dovrebbe dipendere da quello che il bambino conosce o non conosce, sa fare o non sa fare, ma piuttosto dalla semplice decisione amorevole che è insita nel suo dire "Ci vado". Lo stesso vale per la preghiera con il cuore.
Se ci troviamo a Medjugorje e ci rendiamo conto d'un tratto di non sapere come pregare bene, oppure di essere distratti, o ancora di non sapere affatto cosa voglia dire pregare con il cuore, ebbene nessuna di queste condizioni costituisce un problema quando si tratta di pregare con il cuore. Perché se si prende la decisione, con amore, di pregare, allora si è già cominciato a fare quello che ci chiede Maria. E sempre un pericolo quando lasciamo che siano i nostri sentimenti o desideri a guidare la nostra preghiera, come quando diciamo di avere voglia o di non avere voglia di farlo. Una volta presa la decisione, dobbiamo restare fermi nel proposito, senza badare al fatto che ci risulta facile o al contrario estremamente difficile impegnarci nella preghiera in un determinato momento. Poi, crescendo, otterremo infine la grazia di pregare con il cuore.
E alla fine, la preghiera con il cuore ci guiderà, indipendentemente da quello che stiamo fàcendo, verso il contatto con Dio. Forse, a volte, può essere utile recitare una preghiera anche se non si tratta di una preghiera con il cuore. Si sa che molte persone pregano solo perché è una cosa da fare, perché andare a messa è un dovere, perché "si deve", perché è un obbligo cristiano o perché è domenica.
Quelle persone arrivano a messa poco prima che inizi, sono i primi ad andarsene quando finisce, sono felici quando è corta, quando l'omelia non è troppo lunga e non badano al fatto che portano qualcosa con sé per le loro vite: ebbene, quel tipo di messa è una messa senza cuore, cioè una messa senza amore. Si può dire anche "confessarsi con il cuore", perché quando vediamo le cose in questo modo e le viviamo in questo modo, allora lo facciamo con amore. Se pensiamo invece che la Confessione sia soJo un peso opprimente od uno strumento per farci provare vergogna per i nostri peccati, i nostri problemi e le nostre debolezze, saremo sempre tentati di non andarci.
Quando, invece, portiamo tutto questo al nostro sacerdote con amore, allora ci stiamo confessando con il cuore. Se lo facciamo senza il cuore, lo facciamo anche senza amore e, credo, la nostra preghiera con il cuore deve essere anche una preghiera con amore. Infine, tutte le esperienze mistiche che ci figuriamo quando sentiamo parlare di "preghiera con il cuore" arriveranno e a quel punto capiremo anche quello che Maria vuole da noi.

OGNUNO DI VOI TROVI IL TEMPO PER LA PREGHIERA
Questo punto è altrettanto importante. La preghiera è un incontro con Dio e non ci può essere incontro se non c'è tempo. Per tale ragione, èimportante, ed è anche un requisito per la preghiera con il cuore, trovare il tempo per farlo.
Allora, ogni cosa che in noi è in grado di crescere lo farà, quando ci ritroveremo vicini a Dio nel cuore. La preghiera è il mezzo per scoprire Dio. Ciò significa che solo quando preghiamo e lo facciamo con il cuore possiamo davvero scoprire chi è Dio veramente.
E anche sicuramente importante studiare e leggere libri, ma la cosa principale da fare per scoprire Dio è pregare. Ricordiamoci delle parole di san Giacomo: “Cari fratelli”, anche il diavolo sa che Dio esiste". Quindi, nem­meno il diavolo si pone il problema se esista un Dio. Lui sa che esiste, ma non può conoscerlo nella preghiera, né con la preghiera.
La ragione per la quale in tutto il mondo sì è diffuso un ateismo teorico e pratico, ad Occidente come a Oriente, non è che non si studia o si legge a sufficienza, ma che non si prega abbastanza. Noi cristiani corriamo il peri­colo di essere spinti a farci atei pratici, perché, pur essendo persone che sanno che Dio esiste, di Lui non abbiamo alcuna esperienza né consapevo­lezza nella vita pratica. Quindi, per scoprire Dio dobbiamo pregare!

NON DESIDEROCHE PARLIATE DELLA PREGHIERA, MA CHE PREGHIATE
Anche questo è per noi un consiglio pratico, ma credo che la Madonna capirà se parliamo un pochino della preghiera in questo contesto. Questo perché Maria è una madre pratica che quando desidera insegnare ai suoi figli a compiere i primi passi dice loro "camminate" e sa bene che non èfondamentale parlare dei tanti passi o della tecnica che serve per muoverli. La cosa che conta è prendere il bambino per mano e farlo provare. I veggenti, i preti e molti pellegrini anche qui a Medjugorje parlano della preghiera, dicono che Nostra Signora ci invita a pregare, ci chiedono di dire ad altri di pregare e, faccio: Io così, può accadere che noi stessi finiamo per non pregare abbastanza. Se questo succedesse ai veggenti sarebbe una cosa molto pericolosa ed è per tale motivo che questo consiglio è certamente rivolto a ognuno di noi, senza eccezioni.

RINGRAZIAMENTO A DIO
Questa è la parte centrale del messaggio. È interessante notare che il tema del ringraziamento è ripetuto continuamente nei messaggi in un modo o nell'altro, anche se i pellegrini non ne sono sempre manifestamente consapevoli. Non ricordo, infatti, che nessun pellegrino abbia mai chiesto cosa significhi ringraziare o perché dovremmo essere grati quando si pongono tante domande a proposito della preghiera, del digiuno e di altre problematiche.
L'azione di ringraziamento può non essere così attiva in noi o nei nostri cuori, ma prestiamo ascolto a Nostra Signora. In ogni messaggio, ripete:
"Grazie per aver risposto alla mia chiamata" e in molti messaggi ci chiede di ringraziare. In questo possiamo capire molte cose. In un suo messaggio, ha detto: "Ringraziate senza sosta". Ciò significa che proprio come dobbiamo pregare senza sosta, dovremmo anche ringraziare senza sosta. Infatti, capita spesso che nelle nostre preghiere ci limitiamo a chiedere delle cose e che nelle nostre richieste ci spingiamo tanto lontano che in realtà non facciamo altro che cercare di adattare la volontà di Dio alla nostra, invece che la nostra alla sua, e finiamo quindi col cercare di cambiare la sua volontà. Ringraziare è molto importante! Il ringraziamento nelle nostre pre­ghiere, ma anche il ringraziamento in generale, è strettamente legato alla pace. Questo perché, quando diciamo grazie, significa che ci accorgiamo di avere, che vediamo gli altri, che li riconosciamo e che li ringraziamo.
Facciamo un esempio pratico sulla famiglia, per vedere di cosa si tratta. Proviamo a immaginare che tu moglie o marito, madre o padre, che lavora tanto ogni giorno anche facendo piccole cose, di tanto in tanto la sera ti senta dire dai tuoi cari: "grazie" oppure "bravo"; anche se sei stanco ti senti in pace e felice e sei pronto a continuare il tuo lavoro.
Se, invece, dopo tutto quello che fai, senti qualcuno dire: "perché questo non è stato ancora fatto?" o "perché c'è tutta questa polvere?", oppure "quando lo farai?", allora ti senti triste e non in pace. Allora, probabilmente, perdi anche la voglia di continuare a fare delle cose per quella persona. Perché? Perché gli altri hanno guardato troppo le cose che hanno fatto loro invece di considerare ciò che si è fatto per loro.

PER LA VITA E PER TUTTO QUELLO CHE AVETE
Questo significa che dobbiamo anzitutto considerare quello che abbiamo, riconoscere che la vita è davvero una grande grazia, che è un gran dono quello di essere vivi e lo stesso per ogni cosa che Dio ha creato per noi. Vedere questo e capirlo con il cuore significa veramente scegliere la via della pace. Al contrario, siamo sempre in pericolo se non consideriamo cosa abbiamo e guardiamo invece a ciò che non abbiamo, vivendo quindi in costante conflitto.
In questa Scuola della Pace credo che imparare a ringraziare sia un elemento importantissimo, perché Maria stessa è una madre che ringrazia. Come abbiamo già detto, lei ci ringrazia sempre. In questo messaggio esagera addirittura, quando dice: "Ringrazio Dio per ogni momento speso con voi".
In un certo modo, ci pare più giusto che siamo noi a ringraziare Dio e dire anche a Maria: "grazie di stare con noi"," grazie di benedirci", "grazie di compagnarci con le tue benedizioni", come lei ha detto nel messaggio di marzo. Maria dice anche: "Grazie per aver risposto alla mia chiamata". Il fatto che ci ringrazia non significa però che siamo già diventati buoni, bravi e santi, ma semplicemente che lei, come madre, ha capito qual è il suo ruolo ed è felice e ringrazia di assolvere al suo compito standoci accanto. Ègrata e felice e ringrazia per ogni momento in cui noi cominciamo a fare quello per cui Lei ci sta allevando.
Chiunque nella sua vita abbia fatto dei piccoli passi avanti è più felice quando è in pace. Maggior gioia e maggior gratitudine sono altre ragioni per le quali Maria si sente grata. Se oggi tutte le persone fossero grate per la vita che hanno ricevuto e per tutto quello che hanno, la distruzione non sarebbe più un'eventualità. Eppure spesso, come sappiamo, ancora non siamo capaci di accettare gli altri e noi stessi come un dono di Dio. Inoltre, se rifiutiamo noi stessi sicuramente respingiamo anche gli altri e se rifiutia­mo noi stessi e gli altri, sicuramente respingiamo davvero anche Dio; allora, la preghiera non è più possibile. Dovrebbe capirlo chiunque, a causa di un'infanzia infelice, o del fatto che qualcuno l'ha respinto, oggi rifiuta se stesso e crea di conseguenza diversi problemi.
Questa condizione si può cambiare, sapendo che Dio ci ama al punto che mai dovremmo avere una ragione per rifiutare noi stessi o gli altri. Questo sarebbe il migliore e più certo requisito per la stessa pace, perché la pace è strettamente legata all'atteggiamento che abbiamo nei confronti della vita. O vogliamo la pace e cerchiamo di lasciare che la vita cresca e si sviluppi, o rimaniamo nel peccato e, di conseguenza, nella distruzione del­la vita. Questo significa che vivremo senza pace.
Consideriamo ora un attimo la Confessione. In un libretto che verrà presto pubblicato, io suggerisco a ognuno di fare spesso "esame di coscienza", considerando a fondo 'molti aspetti, primo fra tutti la necessità di ringraziare Dio. Ringraziando, diventa facile, ad esempio, vedere dov'è la nostra preghiera. Se andiamo a Dio come Padre, come figli possiamo dir gli: "Grazie, Padre, di essere qui"
Questa è una preghiera con il cuore e implica l'essere grati. Ma, se prego solo per dovere, solo perché devo, allora non faccio che danneggiare il mio rapporto con Dio. Allora, se è solo un dovere, non faccio che danneggiare me come figlio e Dio come Padre. Se qualcuno va a messa considerandolo solo un dovere, allora in pratica dice: "Ecco finita la messa. Ci sono andato e ora me ne torno a casa". Quindi, anzitutto, ringraziamo Dio per essere qui. Questo ci aiuta a capire che tipo di rapporto abbiamo con Lui. Dovrebbe essere una vera felicità conoscere Dio Padre quando ci ha accolti come Suoi figli. Il secondo punto dovrebbe essere il nostro ringraziamen to per la vita. Questo significa che mi sto chiedendo se ho accettato la mia vita, se la amo, se la difendo oppure se la distruggo con qualcosa. Chi distrugge la vita non la ama.
Chi non ama la vita non può amare il prossimo e non può amare Dio. Vive in una guerra perpetua e nella continua distruzione. fn questo messaggio si sottolinea inoltre l'importanza di ringraziare per la nostra vita e per quella degli altri. Consideriamo davvero gli altri come una grazia, come un dono di Dio, oppure li consideriamo qualcos'altro, un pericolo per noi o un oggetto che ci appartiene? Poi, dobbiamo ringraziare anche per tutta la natura. Ogni cosa è stata creata per servirci e noi dovremmo accettare la natura con più amore.
Poi, sarebbe bene ringraziare per il dono della Confessione. Quante volte avete pensato che è una cosa davvero difficile? Ci si deve ancora una volta esporre al giudizio di un altro e raccontargli tutti i nostri peccati. Gesù non intendeva certo infastidirci con questo dono. Pensate anche al prete che si trova lì come strumento della riconciliazione. Non si è inventato la Confessione per curiosità personale, per ascoltare cos'hanno fatto gli altri. Se cominciamo ad essere grati per gli altri e per tutto quello che abbiamo, allora sicuramente ci risulterà più facile essere in pace e restare in pace. La gratitudine è in se stessa una grazia e una virtù, per la quale dobbiamo pregare; l'ingratitudine è un vizio, in verità è una condizione di cecità e una forma di egoismo.
È anche una forma di orgoglio, perché una persona orgogliosa troya molto difficile essere grato per qualunque cosa. Quindi, Maria ci chiede di riempire i nostri giorni con la gratitudine e noi stessi desideriamo farlo. Naturalmente, chi soffre, chi ha passato momenti difficili, potrebbe chiedere: "Sì, e per cosa dovrei essere grato? Come posso, io che soffro tanto, essere grato con gioia?". Naturalmente, la ragione per la quale esiste la sofferenza rimarrà sempre un segreto. Se cominciamo a ringraziare Gesù perché porta la sua Croce, allora capiremo certamente cosa significa rin­graziare qualcuno per le sue sofferenze.
Dobbiamo renderci conto che nessuna sofferenza ci è inflitta al solo sco­po di infastidirci, ma che Dio desidera invece trasformarla in una grazia per noi e per tutto il mondo, proprio come ha fatto con le sofferenze di Gesù.
La nostra gratitudine verso il Cristo sofferente può aiutarci, ma Maria ci dà un'altra indicazione dicendoci di pregare affinché possiamo portare la nostra croce con amore, come ha fatto Gesù. Lei sa che non è facile, ma èpossibile quando sappiamo che anche quella può essere una grazia di Dio.

NON DESIDERO CHE LA VOSTRA VITA TRASCORRA NELLE PAROLE
…perché dovremmo lodare Dio attraverso le nostre azioni. Questo con­siglio lo ritroviamo spesso nei Vangeli e in tutta la Bibbia.
Ora, pensiamo alle parole di Gesù: "Non chi dice 'Signore, Signore' entra nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre".
Dovremmo anche riflettere sulle parole che Gesù pronunzierà alla fine dei tempi e che troviamo verso la fine del Vangelo di san Matteo, nel passo in cui Egli tiene veramente conto solo di quelle azioni che sono compiute per amore e dice: "Venite, benedetti del Padre mio, perché ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere, ero pellegrino e mi alber­gaste, ero nudo e mi rivestiste, ero carcerato e mi veniste a trovare..." e così via. Poi quella gente si meravigliò e cominciò a chiedersi quando e come lo avevano aiutato.
Poi, Egli rispose: "Ogni volta che voi avete fatto queste cose a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatta a me". La meraviglia prenderà anche quelli che stanno "dall'altra parte", che si chiederanno invece che cosa non hanno visto e dove sono stati manchevoli. "Qualunque cosa non avete fatto ad uno di questi più piccoli, non l'avete fatta a me".
Quindi, è molto importante sapere che possiamo lodare Dio con le nostre azioni. Qual è la prima azione, il primo compito? Il primo compito, secondo me, è la nostra vita. Se accettiamo la nostra vita con amore e cerchiamo davvero di crescere nell'amore, nella riconciliazione, ecc., allora avremo lodato Dio con la nostra vita.
Ciò non significa che tutti dobbiamo fare e procurare di fare tanto bene quanto ha fatto una Madre Teresa.
Anche una persona ammalata che "non può fare nulla" per gli altri può lodare Dio, accettando la sua sofferenza, accettando la propria croce con amore e accogliendola come un dono di Dio, come fece Gesù.
Allora, la prima cosa con cui dobbiamo davvero lodare Dio è la nostra stessa vita, che quindi non dobbiamo distruggere. Se si distrugge la pro­pria vita con le droghe o con l'alcol o se si distrugge una famiglia con l'infedeltà o con il divorzio, come si può lodare Dio con altre azioni, quando si ègià distrutto il primo e più importante dono di Dio, il dono della creazione della propria vita?
Così, occorre sottolineare che il principale compito che ci è assegnato èla nostra vita.
Ognuno di noi è creato da Dio, ognuno è infinitamente meraviglioso con quello che ha. Ciò significa scoprire il Creatore, ringraziarLo e lodarLo. Solo dopo vengono le altre cose con cui possiamo lodare Dio.
Se cresciamo correttamente, allora qualcuno crescerà in una direzione, nell'amore per gli ammalati, qualcun altro nell'amore per i giovani perché ha il carisma per i giovani, qualcun altro nell'amore per la famiglia e qualcun'altro, lo scienziato, nell'amore per tutto il mondo e per le sue meraviglie da scoprire.
Ciascuno di noi possiede doni in abbondanza che deve sviluppare; in tal modo si loda Dio.

GLORIFICATE DIO CON LE OPERE
Per lodare Dio con le nostre opere, dobbiamo ripulirci totalmente da ogni forma di egoismo e di orgoglio. Non dobbiamo pensare che sia la nostra azione, così non penseremo che "è destinata a noi". Dobbiamo riconoscere che ci è stata affidata da Dio e che la compiamo per l'amore che portiamo a Dio. Pensiamo alle parole di Gesù, che dice: "Quando avete fatto ogni cosa, allora pensate: sono solo uno schiavo inutile". Gesù non desiderava sminuire le nostre azioni, perché spesso un semplice bicchier d'acqua èsufficiente a farci entrare in Paradiso. Non voleva svilire le nostre azioni, ma voleva, e Io disse molto chiaramente, che non distruggessimo le cose a causa dell'orgoglio che ne proviamo. Solo un'azione fatta con amore loda Dio. Poi, naturalmente, si deve anche pregare. Si tratta di processi di ripulitura lunghi e profondi che ci porteranno a fare ogni cosa per amore di Dio e per amore del prossimo.

IO SONO CON VOI E RINGRAZIO DIO PER OGNI MOMENTO SPESO CON VOI
Penso che anche noi abbiamo profonde ragioni per essere grati. Mentre ci prepariamo alla Confessione, fermiamoci a riflettere e chiediamoci: Sto pensando? Posso essere davvero grato? Che cosa mi impedisce di Ringraziare? Sto pregando Dio perché mi dia la grazia della gratitudine?
Per intercessione di Maria, Regina della Pace, Madre dell 'Amore, Madre della Vita, Madre che ringrazia perché è umile, che ora Dio Onnipotente vi benedica. Che colmi i vostri cuori con lo spirito della gratitudine per le vostre vite e per tutte le cose che avete. Che vi ripulisca da ogni egoismo, orgoglio ed egocentrismo. Che Dio renda pure le vostre motivazioni nel lavoro, il vostro rapporto con voi stessi, con Lui, con gli altri e con la natura. Che il Signore vi benedica e vi conceda il Suo Spirito di Pace. Che vi guarisca nel corpo e nell'anima. Che il Signore vi dia la pace e la forza di farvi testimoni della pace in questo mondo. Che la benedizione del Signore scen­da su di voi, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

Medjugorje, 27 aprile 1991

La Vergine Maria “Regina della Pace” ci ha dato il messaggio attraverso la veggente Marija Pavlovic-Lunetti, come ogni 25 del mese cominciando dal 25 gennaio 1987

Messaggio del 25 MARZO 1991

“Cari figli, anche oggi vi invito a vivere la Passione di Gesù nella preghiera e nell'unione con Lui. Decidetevi a donare più tempo a DIO che vi ha dato questi giorni di grazia. Perciò, cari figli, pregate e in modo speciale rinnovate l'amore per Gesù nei vostri cuori. Io sono con voi e vi accompagno con la Mia benedizione e le Mie preghiere. Grazie per aver risposto alla Mia chiamata!”

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La situazione qui a Medjugorje, riguardo alla gente, è molto tesa. Tutto quello che sta accadendo in Croazia sta accadendo certamente anche qui, nel cuore della nostra gente. Eppure posso dire che abbiamo la pace e la speranza, mentre ci avviciniamo alla festa della Pentecoste. Sono giunti qui pellegrini da tutto il mondo e l'atmosfera è vivace attorno al grande Giorno di Festa. Ma anche sui volti dei pellegrini è visibile una grande preoccupazione su come finirà tutta la vicenda.
Politicamente, le cose sono davvero calde. Giorno dopo giorno, aumentano le incomprensioni e i politici si riuniscono in tutte le città, anche a Belgrado e a Zagabria. Un giorno, le cose sembrano calme e il giorno dopo, invece, tutto cambia e le speranze si spengono di nuovo. Ovunque regna l'insicurezza e nessuno è in grado di prevedere come finirà. Alcuni pronosticano che ci sarà una guerra, mentre altri dicono, che nonostante sia possibile che la guerra scoppi, la gentealla fine troverà un modo per uscirne. Noi abbiamo Maria che ci guida e abbiamo i suoi messaggi da seguire. Saranno questi che ci accompagneranno lungo questo difficile cammino.
Secondo Mirjana, Nostra Signora ha promesso di apparirle nel giorno del suo compleanno, il 18 marzo, per il resto della sua vita. Ma Maria prega anche assieme a lei il 2 di ogni mese, per la maggior parte tramite locuzioni interiori ed occasionalmente anche visivamente. Qui, Mirjana, descrive la visita di Maria e poi ci trasmette il suo messaggio annuale: "Cinque giorni prima del mio compleanno, mentre stavo pregando, ho sentito che Nostra Signora mi sarebbe apparsa alle 19.30. La sera del mio compleanno, molte persone si sono riunite e hanno pregato insieme. Esattamente alle 19.30, Maria è venuta, e questa volta il suo umore era normale, cioè non era triste come l'anno scorso. E venuta senza quei segni di luce con i quali viene di solito.
È rimasta sette minuti. Mentre mi stava lasciando, le porte del Cielo si sono spalancate e ho visto tre angeli che l'aspettavano. Solo nell'agosto 1981 avevo visto degli angeli aspettarla in quel modo dopo che era stata con noi! In quell'occasione non mi ha parlato dei segreti.
Durante l'apparizione ho pregato tre Padre Nostro: uno per i non credenti, uno per coloro che ne avevano bisogno e uno per tutti gli ammalati pre­senti.
Poi, Maria ha benedetto tutti noi e tutti gli oggetti sacri che le erano stati portati. Avevo anche molte domande che altri mi avevano chiesto di porle. A tutti quelli che le chiedevano qualcosa, rivolse un'unica risposta:
"Pregate tutti e 3 i Misteri del Rosario per i non credenti e andate alla Messa per loro in particolare una volta al mese. Dio sa' quali sono i biso­gni che essi devono portargli".

E il seguente è il messaggio che Nostra Signora mi ha dato per tutti:
"Cari figli! Mi fa piacere vedervi così numerosi, vorrei che foste sem­pre così insieme nella preghiera con mio Figlio. Desidero che dedichiate tutte le vostre preghiere per i miei figli che non conoscono il mio amore e l'amore di mio Figlio. Fate sì che tutti conoscano questo amore e aiu­tatemi poiché sono la Madre di tutti voi. Figli miei, quante volte vi ho detto ripetutamente, qui a Medjugorje, di pregare e lo ripeto ancora, perché desidero che tutti voi apriate il vostro cuore a mio Figlio e lo lasciate entrare, cosicché siate riempiti di pace e amore. Lasciate che entri Aiutatelo con le preghiere affinché anche voi possiate diffondere pace e amore agli altri, poiché questa è la cosa più importante in questo momento per combattere contro Satana. Io vi ripeto pregate, pregate, perché solo con la preghiera potete allontanare Satana e Lutto il male che viene da lui. Vi prometto, figli miei, che pregherò per voi, ma cerco da voi preghiere più forti e vi chiedo di diffondere pace e amore, cosa che vi chiedo da quasi dieci annL Aiutatemi e io, pregherò per voi mio Figlio".

A questo punto, vorrei sottolineare un'unica cosa. Ciò che possiamo fare per i non credenti non si limita alla preghiera.
Dobbiamo mostrare loro un amore attivo, come lo mostriamo ai credenti. Allora, l'amore che portiamo per tutti deve farsi lo specchio dell'amore di Maria e di Cristo ed un'indicazione per loro.
È bello pensare a questa intenzione di Nostra Signora ed essere sempre pronti a fare qualcosa.
I non credenti sono sia quelli che non credono nell'esistenza di Dio che quelli che ci credono, ma che non lo ascoltano.
La conversione riguarda tutti noi ed è il cammino che porta dalla disobbedienza a Dio all'obbedienza e all'accettazione della sua volontà.
Ora consideriamo il messaggio del mese, che ancora una volta ci è giunto tramite Marija Pavlovic.

VIVERE LA PASSIONE DI GESÙ NELLA PREGHIERA E NELL'UNIONE CON LUI
Questo messaggio ci giunge all'inizio della Settimana Santa ed è quindi del tutto cQmprensibile che Maria ci abbia invitato a vivere la sofferenza di suo Figlio e del Nostro Salvatore. In questo invito a "vivere la Passione di Gesù" emergono molte domande.
Ad esempio, cosa significa questo invito in termini cristiani? Significa forse che dovremmo partecipare a qualcosa di speciale? In risposta a questa chiamata, dovremmo forse essere tristi e piangere? Cosa significa que­sto per Gesù, che nella sua Santità si trova in Paradiso? Che cosa significa questo per noi mortali che ci troviamo nel mezzo di problemi, difficoltà e pene personali, familiari, nazionali e mondiali? Che cosa dovrebbero fare gli ammalati di questo messaggio? Come deve comportarsi invece chi è in salute? E potrebbero aggiungersi altre domande ancora. Qui non c'è però lo spazio né per discussioni o filosofie di grande respiro né per riflessioni teologiche, perché è Nostra Signora, come Madre addolorata, che ci chie­de in questi giorni di restare accanto a suo Figlio. Con quest'affermazione ci chiede semplicemente d'immergerci con tutta la nostra vita, con tutto il nostro cuore e la nostra anima nel mistero della sua sofferenza.
Lo scopo di tutto questo è semplicemente quello di comprendere l'amore incommensurabile di Gesù e di farci per lo meno una vaga idea ditale immensità.
Anche in questo troviamo Io scopo più profondo. Nell'immergerci nella preghiera, in unione con Lui e nella sua sofferenza, siamo in grado di portare meglio la nostra sofferenza e di trasformarla in bene. lì dolore nel mon­do e di tutto il mondo resta in fin dei conti un grande segreto. Non c'è risposta ai "perché" e ai "a quale scopo?". Possiamo immaginarci un mondo senza dolore e augurarcelo.
Nemmeno la sofferenza di Gesù può fornirci la risposta al nostro "perché si soffre?". Lui stesso, nell'orto del Getsemani, chiese al Padre di allontana­re da Lui il calice della sofferenza. Questo non ci porta alla grande domanda dell'uomo: "Perché, o mio Dio! Perché questo soffrire?".
Ma la sofferenza di Gesù ci indica come possiamo soffrire e come la sofferenza può, attraverso la grazia e l'amore di Dio, trasformarsi in bene.
Dio non vuole che soffriamo, ma vuole che la nostra sofferenza, proprio come quella di suo Figlio Gesù, si trasformi nella vittoria finale sul dolore, il peccato e la morte. In ogni caso, Dio vuole che maturiamo attraverso la nostra sofferenza nell'amore e nella fede in Lui.
Dopo tutto, è stato l'amore con cui Gesù ha sofferto e non la sua sofferenza che è divenuta la ragione della nostra Salvezza. Come ci dice san Paolo, lo stesso Gesù, in quanto Sommo Sacerdote, ha dovuto soffrire e sperimentare la sofferenza per comprendere i suoi fratelli.
Ed è esattamente di questo tipo di Sacerdote che abbiamo bisogno. Se Gesù ha imparato nella e attraverso la sofferenza, allora anche noi possia­mo imparare facendo in modo che la nostra sofferenza diventi una scuola di vita per noi. Soffrendo assieme a Lui, in unione d'amore con Lui, ci verrà insegnato nel modo più certo come vivere, come ricevere la vita e viverla al massimo. San Paolo parla di una sofferenza che dobbiamo provare per contribuire al completamento della salvezza. Parla della sofferenza di tutto il creato che, sospirando, attende la Trasfigurazione e la Glorificazione del Figlio di Dio.
Marija Pavlovic ci dice che ad un certo punto lei e gli altri veggenti hanno detto a Nostra Signora che non riuscivano più a sopportare le pressioni, che era troppo per loro. In risposta alla loro impazienza, essi non vennero rimproverati, ma hanno invece ricevuto la grazia di vedere il volto sofferente del Signore. Quella è stata la migliore risposta, a proposito della quale, in seguito, Marija ha affermato: "Mai più abbiamo detto che non potevamo andare avanti".
Quell'esperienza fornisce anche una risposta alla domanda che abbiamo posto prima: "Perché, e a che scopo, è bene vivere la sofferenza di Gesù?". Proprio per tale ragione, è importante che una persona che capisce che qualcuno ha sofferto veramente a causa sua, abbia poi la possibilità di guardare alla vita nel verso giusto, autentico e sano.
La vita è sempre sofferenza, ma quella sofferenza cambia completamente quando guardiamo alla sofferenza di Gesù. Anche Vicka lvankovic dice di aver visto il Signore sofferente, un venerdì.
Chi conosce e ha sentito parlare Vicka sa certamente come parla della sofferenza. Proprio dalla sua bocca sentiamo che la sofferenza è un dono e dev'essere ricevuto dalla mano di Dio.
All'orecchio umano queste parole destano sospetto - sembrano masochiste o eretiche - o forse l'idea di un abbandono fatalistico a Dio. Ma chi conosce i veggenti, proprio su questo punto può sentire che essi sono gui­dati da una mano sicura, coraggiosa e gentile. A Vicka in particolare piace parlare e lo fa spesso. Parla della volontà di Dio che si può e si deve accettare con gioia e, d'altra parte, non si stanca mai di parlare e pregare per gli ammalati e i sofferenti. Chiede a Dio la guarigione ma insegna senza tre­gua ai sofferenti che possono e devono anzitutto accettare la volontà di Dio. Maria, qui a Medjugorje, ha parlato spesso con ognuno di noi dei progetti di Dio che le sono stati affidati.

DECIDETEVI A DONARE PIÙ TEMPO A DIO
Senza esitazione, si dovrebbe accettare che la prima e la più importante lezione di questa scuola è di avvicinarsi al Salvatore Gesù.
Quindi, Maria, ci esorta spesso nei suoi messaggi a raggiungere il Gesù sofferente, ad incontrarsi con Lui, a guardare alle sue sofferenze, a permettergli di guidarci e di concederci dei doni. Lo scopriamo nell'invito a pregare tutto il Rosario ogni giorno - i misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi - e ad accogliere con gioia gli insegnamenti del Salvatore, non solo a Betlemme, quando fa i miracoli, non solo con i sani e i giusti, ma anche con gli ammalati, i sofferenti, gli indemoniati e specialmente con le proprie sofferenze. Nei Misteri Dolorosi accade proprio questo.
Ci incontriamo quotidianamente con il Salvatore sofferente e da questi incontri possiamo trarre delle conseguenze. Maria invita spesso i veggenti sulla Collina della Croce, per pregare e aspettare le sue apparizioni.
Generalmente gli appuntamenti hanno luogo alle ore 22 o alle 23, raramente prima. Alla mia domanda "Perché Maria vi chiama alla Collina sta­sera, che piove e fa freddo?", i veggenti mi hanno risposto molto chiaramente: "Se qualcuno desidera insegnarci qualcosa, allora dobbiamd avere il coraggio di aspettarci qualcosa da noi stessi". Salire sulla Collina della Croce è diventata una "specialità" dei pellegrini di Medjugorje.
In ogni programma di pellegrinaggio è inclusa la Via Crucis lungo la salita che porta alla Croce. L'incontro con il Signore Gesù sofferente nella preghiera e nell'unione riveste un posto importantissimo. Per tale ragione, in tutti i messaggi troviamo parole e inviti molto espliciti a portare la croce con amore come Gesù ha portato la sua Croce o a pregare davanti alla croce, perché essa diventi centrale nelle nostre preghiere. Tutto ciò non perché ci uniamo alle prefiche di Gerusalemme e ci lamentiamo del desti­no di Gesù.
Lo stesso Gesù non ha più bisogno di questo pianto, ma piuttosto che noi ci aggiungiamo alla folla che lo accompagna, portando la nostra sofferenza con Lui. Ecco quindi che Nostra Signora ci porta alla sofferenza e attraverso la sofferenza ci mostra il Re della Pace, il suo cammino e la sua opera. Essere in grado di farsi persone di pace e di amore è la ricerca più profonda che deve compiere il cuore umano.
E la migliore indicazione in questa direzione è che la sofferenza e la morte di Gesù sono state il "riscatto" per noi peccatori. Dobbiamo superare ogni possibile resistenza che opponiamo alla volontà di Dio nella preghiera e nell'unione con l'amore di Gesù sofferente e non dobbiamo permetterci di essere sviati da null'altro.

QUESTI GIORNI DI GRAZIA
Ora è bene considerare che la misericordia di Dio è eterna e non ha fine. Ciò significa che per la misericordia di Dio, ogni giorno è un giorno di grazia e che Egli è pronto in ogni momento a perdonare e a guarire con il suo amore e la sua pietà. Nella tradizione israelita, ogni sette anni c'era un anno di grazia, in cui venivano rimessi tutti i debiti, perdonati tutti i nemici e tutto poteva ricominciare da capo. Nella tradizione cristiana, sappiamo che nell'Anno Liturgico c'è un tempo di grazia che ci è stato riservato. Questo non significa però che Dio diventa più misericordioso, ma che le persone chiedono di più la grazia e la misericordia. E così in tempi di digiuno, durante l'Avvento, e poi nel periodo che segue la Pasqua e il Natale. Nell'esperienza umana non si riesce a collegare i giorni di grazia con la sofferenza. Accade spesso che l'uomo dimentichi Dio quando le cose vanno bene e che invece, quando viene la sofferenza, ricominci a cercarLo. Cose del genere accadono sia a livello personale, che nelle famiglie, nelle nazio­ni e a tutti i livelli dell'esperienza umana.
In tal modo, il popolo eletto ha spesso cercato il rinnovamento chiedendo la grazia quando si trovava di fronte alle conseguenze del peccato. Quei giorni di grazia sono certamente anche i giorni di digiuno, quando l'uomo ricomincia a cercare la riconciliazione nella Confessione e permette al suo cuore ferito di essere guarito. Allo stesso modo, a Medjugorje abbiamo il diritto di dire che a partire dal 24 giugno 1981 abbiamo trascorso dei giorni che sono davvero di grazia e che continuiamo ad averne. Dio è all'opera in molti cuori e in molte anime, perché milioni di persone hanno già fatto nuove esperienze in Dio e con Dio. La sua opera si compie tramite Maria, la Regina della Pace e dei Profeti. Come Maria ci ha detto nei suoi messaggi, Dio l'ha mandata qui e lei resterà qui fintanto che Dio lo consentirà.
La sua presenza ha aperto una nuova strada di pace ai molti pellegrini o, come Lei si rivolge a noi, a molti dei suoi cari figli. Questi SONO i giorni della grazia! A volte si teme che alcune apparizioni possano limitare i giorni di grazia e quindi anche la misericordia di Dio e si immaginano dei "limiti"; da questa sensazione si originano la paura e i falsi insegnamenti. È per questo che alcune parole dette qui a Medjugorje sono state comprese in modo limitato, cosicché molti pellegrini pensano che dopo la fine delle apparizioni non sarà più possibile convertirsi. Queste voci originano una grande confusione. Consentitemi di ripetermi: la misericordia di Dio durerà per sempre ed è sempre alla ricerca dell'uomo; ma se l'uomo oppone una resistenza continua può indurirsi fino al punto di pregiudicarsi la grazia. Che il Paradiso lo impedisca!

RINNOVATE L'AMORE PER GESÙ NEI VOSTRI CUORI
Queste parole ci fanno capire davvero che cosa sia centrale e cosa occorra fare. E con amore rinnovato in Gesù che dobbiamo, pregare assieme a Lui nella sua sofferenza, trovare l'unione con Lui e quindi scoprire il suo amore profondo e incondizionato per noi.
Quest'amore rinnovato per Gesù diventerà la chiave per una vita rinnovata in Dio. Quando, come san Francesco, cominceremo a piangere e a sentire che l'amore non è riamato, diventeremo persone nuove nei confronti di noi stessi, del nostro prossimo, della natura e di Dio e saremo allora in grado di assumere la vita con maggior consapevolezza e di cercare la via della pace. L'amore rinnovato in Gesù è semplicemente la soluzione a TUTTI i nostri problemi! Mi torna in mente l'esperienza di una donna prostrata dal dolore e in ribellione contro Dio perché i suoi due figli erano malati. La domanda che l'assillava era: "Perché io?".
Dopo l'incontro rinnovato con "l'uomo sulla croce", come chiama Gesù, e dopo aver ricevuto il dono di capire almeno una parte della Sua sofferenza, la sua domanda è cambiata e ha assunto un significato totalmente diverso e consolatore: "Perché non io?".
Allora, tutto è improvvisamente cambiato. È diventata una persona totalmente diversa e, secondo la sua testimonianza, i suoi figli sono diventati per lei una benedizione. Quest'esperienza appartiene al tempo di grazia. Maria, la Regina della Pace, vuole sicuramente che incontriamo il Gesù sofferente e Lo ringraziamo per il Suo amore e che rinnoviamo il nostro amore per Lui.

IO SONO CON VOI E VI ACCOMPAGNO CON LA MIA BENEDIZIONE E LE MIE PREGHIERE
Proprio come è rimasta fedele al suo Figlio sofferente, Maria è rimasta con Lui e Lo ha accompagnato. Non poteva impedire né diminuire la sofferenza fisica, ma con la sua presenza gli ha dato forza e sostegno. La Stazione della Croce sulla Collina della Croce a Medjugorje, raffigurata in rilievo, su bronzo, da Carmelo Puzzolo, contiene qualcosa di veramente speciale. Maria dev'essere presente ad ogni stazione, ad eccezione di quella dell'Orto dei Getsemani. L'artista lo ha spiegato con parole semplici. L'agonia nell'Qrto per essere tale deve contemplare l'assehza fisica di Maria. Questo per tutti noi, suoi figli e figlie, deve essere un messaggio chiaro, specie nell'ora della sofferenza. Lei non abbandona. Dovremmo aprirci alla sua presenza; accettarla significa essere sul cammino cristiano verso Dio.
O Signore, Padre Celeste, siamo di nuovo di fronte al fatto che Tu hai permesso che Tuo Figlio soffra affinché noi potessimo essere salvati. Ti ringraziamo per aver sacrificato Gesù per noi. In questo tempo di grazia, donaci un amore rinnovato per Lui che ha sofferto per noi.
Rinnovaci e saremo testimoni del Tuo amore. Benedici chi soffre e portaci tutti alla risurrezione!

Medjugorje, 26 marzo 1991

Messaggio del 18 MARZO 1991

Apparizione annuale a Mirjana

“Figli miei! Sono contenta di vedervi riuniti in così grande numero. Desidero che spesso vi riuniate insieme a pregare Mio Figlio. Sarebbe Mio particolare desiderio che dedichiate le vostre preghiere ai miei figli che non sanno nulla del Mio Amore e dell’Amore di Mio Figlio. Aiutateli a conoscere questo Amore. E aiutate anche Me che sono Madre di tutti. Quante volte vi ho ripetutamente esortati a pregare! E vi esorto ancora perché desidero che tutti apriate il cuore a Mio Figlio e che gli consentiate di entrare in voi per colmarvi di Pace e di Amore. LasciateLo entrare! Con la vostra preghiera fate sì che Egli entri in voi affinché diventiate capaci di diffondere fra gli uomini la pace e l’amore poiché questa è la cosa più importante in questo tempo di lotta contro Satana. Vi ripeto: pregate, pregate, pregate, perché solo con la preghiera potete allontanare Satana e tutto il male che viene da lui. Io vi prometto, figli Miei, che pregherò per voi. Ma vi chiedo di essere più costanti nella preghiera e di diffondere pace e amore, cosa che vi domando da quasi dieci anni. Aiutatemi ed Io pregherò Mio Figlio per voi”.

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La Vergine Maria “Regina della Pace” ci ha dato il messaggio attraverso la veggente Marija Pavlovic-Lunetti, come ogni 25 del mese cominciando dal 25 gennaio 1987

Messaggio del 25 FEBBRAIO 1991

“Cari figli, oggi vi invito a decidervi per Dio, perché l'allontanamento da Dio è frutto della mancanza di pace nei vostri cuori. Dio solo è Pace. Per questo avvicinatevi a Lui tramite la vostra preghiera personale e dopo vivete la pace nei vostri cuori. Così la pace dai vostri cuori potrà correre come un fiume in tutto il mondo. Non parlate di pace, ma praticatela. Io benedico ognuno di voi e ogni vostra buona decisione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”

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VI INVITO A DECIDERVI PER DIO
Fra i messaggi principali troviamo l'appello a credere in Dio. Avere fede significa affidarsi a Dio in qualsiasi situazione della vita, nelle situazioni belle come in quelle brutte. La fede è profondamente legata alla fiducia: quando c'è la fede c'è anche la fiducia e se non c'è la fede, la fiducia non può dimorare nel cuore umano. In questi tempi, molti dèi si impongono all'uomo, promettendogli pace e sicurezza. Promettono una pace facile, senza chiedere una conversione o un cambiamento nella vita dell'uomo. L'uomo crede in questi dèi e falsi profeti e resta privo di pace. Colui che ha preso una direzione sbagliata e si è incamminato verso la direzione sbagliata alla fine non potrà mai giungere nel posto giusto. Pro­prio in questi tempi, tanto complicati, in cui tante luci lampeggiano davanti ai nostri occhi e tante voci ci risuonano nelle orecchie, l'uomo fatica a restare sul giusto cammino se non si decide radicalmente per Dio. lì giusto cammino ci è stato descritto con molta chiarezza. La nostra vita è un dono di Dio, che ha deciso per noi esseri umani e cammina al nostro fianco sul nostro cammino umano. Egli ci insegna ad accettarci l'un l'altro con amore e ad essere pronti a morire l'uno per l'altro per amore. Questo perché ogni uomo è stato donato e a sua volta dona se stesso. Quindi, decidersi per Dio include anche decidersi per l'uomo e decidersi per Dio trova la sua conferma nel rapporto che intratteniamo con il nostro prossimo. I tanti poteri distruttivi, le tante luci che ci accecano, le tante voci che ci assordano rendono gli uomini incapaci di accettare se stessi e gli altri seriamente. Sono all'opera e sono anche il segno che manca una decisione per "l'uomo reso Dio". L'uomo, che dovrebbe essere "divinizzato" dalla presenza di Dio ha perduto la via. Nei messaggi e nel consiglio datoci dalla Madre di Dio come Regina della Pace, decidersi per Dio significa lasciarsi guidare da Dio. Tale guida comincia con il Credo che preghiamo ogni giorno e che costituisce il nostro cammino ed il nostro orientamento.

L'ALLONTANAMENTO DA DIO HA COME FRUTTO LA MANCANZA DI PACE NEI VOSTRI CUORI
Tutta la sofferenza dell'uomo si basa su questo. Poiché l'uomo è una creatura di Dio, Dio è la fonte della vita e quindi del cammino, della luce e della verità. Allora, allontanarsi da Dio implica chiaramente e senza eccezioni rimanere privi delle condizioni necessarie alla vita. Non appena l'uo­mo si allontana, si sente distante e isolato, è minacciato ed esposto alla profondità del suo essere. Nell'anima, questa condizione provoca la mancanza di pace. Ecco perché molti oggi si sentono impazienti e perché il loro cuore grida come il cuore di sant'Agostino, affamato di pace e sicurezza, cose che il mondo e la lontananza da Dio non possono dare, cose che solo la vicinanza e la presenza di Dio possono dare. Il paradiso è sostanzialmente la presenza di Dio accanto a noi, il nostro trovarci nella sua Luce; l'inferno è la totale assenza di Dio e quindi la totale assenza della pace. Tale lontananza e la sofferenza che ne deriva non possono essere superate cercando degli espedienti per dimenticare. Sempre più persone cercano di farlo ricorrendo alle droghe o all'alcol che stordiscono e/o alle cose materiali. Quella sofferenza può essere superata solo convertendosi totalmente e radicalmente a Dio. La lontananza dà luogo alla mancanza di pace e la mancanza di pace dà luogo alla lontananza. Potrete uscire da questa trappola solamente decidendovi per Dio! Egli è vicino al suo popolo come nessun altro perché il suo nome è Emanuele, che significa Dio per il suo popolo e con il suo popolo. Allora, il processo di conversione può essere concepito come il cammino della gioia che ci porta via dalla lontananza, via dalla mancanza di pace e nella vicinanza a Dio e nella vera pace.

DIO È LA PACE STESSA
Migliaia di pellegrini beneficiano di questa grazia a Medjugorje. Si lanciano nell'abbraccio del Padre presente, amorevole e compassionevole, proprio come fece il figliol prodigo. Guariscono dalle ferite causate dalla di­stanza e dalla mancanza di pace. Le lunghe code di pellegrini che aspettano pazienti davanti ai confessionali sono la miglior prova che la lontananza soffocante a Medjugorje può essere superata. Attraverso Maria, la Regina della Pace, Dio si è nuovamente avvicinato, proprio come fece molti anni fa con santa Elisabetta. Molti esultano e celebrano il fatto di aver riconosciuto e sentito la vicinanza di Dio. Molti hanno sentito il saluto del Dio, che è vicino all'uomo e lo ama, proprio come fece il futuro grande profeta Giovanni il Battista quando era in grembo a sua madre Elisabetta. Essi sono stati salvati dal peccato, cioè dall'allontanamento da Dio, e vennero tirati fuori dall'isolamento. Da ciò si sviluppa una nuova comunità, molti si sentono rinati e, con grande sorpresa, riscoprono la gioia di vivere. L'esperienza di sant'Agostino dì cui parlavamo è la stessa di tanti pellegrini di Medjugorje. Molti qui hanno confermato quanto disse santa Teresa d'Avila e che potrete trovare scritto nei conventi del suo ordine, spesso nella sala d'aspetto: "Dio solo mi basta". Questo non significa che non c'è bisogno dell'uomo o che questo va contro il prossimo, ma è un monito molto semplice per chi si sente minacciato ed insicuro nel più profondo della sua anima. Dio ha creato il cuore umano per Se Stesso e quel cuore non può avere pace senza il suo Creatore.

AVVICINATEVI A LUI TRAMITE LA VOSTRA PREGHIERA PERSONALE E DOPO VIVRETE LA PACE NEI VOSTRI CUORI
Quando Dio è entrato in un cuore come un dono di pace, allora una grande pace potrà insinuarsi in quella vita. In questo modo il Regno deI Paradiso che attendiamo può cominciare sulla terra già da ora. Lo stesso Gesù ha conquistato e vissuto il Regno della Pace sulla Croce. Non ha risposto ai colpi con altri colpi. Non ha risposto con la vendetta ma ha perdonato con amore e ha proposto la riconciliazione. In questo senso, le parole di Gesù dovrebbero essere vissute mentre le recitiamo nella preghiera che precede la Comunione durante la Santa Messa: "Vi do la mia pace". Questa pace non è quella che dà il mondo, che non la conosce, ma la pace che ognuno può "conoscere" perché il Padre l'ha preparata per tutti attraverso suo Figlio.

PRATICATE LA PACE
Maria la Regina della Pace ci esorta a convertirci, che significa lasciare l'isolamento e avvicinarci, superare la mancanza di pace e vivere i nostri giorni in pace con gli altri. Si offre come guida verso la pace e dice molto chiaramente che Dio ci dona la pace perché EGLI È LA PACE. La pace in Dio è la dinamica d'amore per la quale ogni cosa creata viene amata e sostenuta. Non è l'indifferenza di un Dio che ama solo se stesso, che si soddisfa da solo e che guarda il mondo tranquillamente dall'alto del suo Olimpo. Dio è pace e fonte di pace e quindi anche la fonte di ogni dinamica e di ogni attività. Non è per caso che coloro che si sono immersi totalmente in Dio ed hanno condiviso la sua pace in modo più profondo siano diventati poi le perso­ne più attive nell'amore. Noi siamo poveri, stanchi, esausti, senza voglia di vivere e senza la forza di superare le difficoltà perché non ci siamo ancora riuniti come figli e figlie, fratelli e sorelle del solo Padre attorno alla Tavola della Pace Divina. Quindi, abbiamo perso molto e molto ci è mancato sul difficile cammino della vita; il nostro cuore dovrebbe continuare a ripetere a Dio, che è solo pace e chè può donarla: "Tu sei la mia pace, la mia sicurezza, la mia fortezza e la mia protezione". L'appello di Maria ad "avvicinarsi a Lui e un consi­glio rivolto a noi e al nostro ultimo appiglio di salvezza. Avvicinarsi a Lui non è solo possibile, ma vitale ed importante per la nostra sopravvivenza. L'alternativa è molto chiara. O l'uomo vive accanto a Dio e riceve la vita nella pienezza, nella pace e nella gioia, o si trova nella morte, nell'oscurità e nella totale solitudine. Tornare a Lui è possibile e accade nella preghiera individuale. La parola che Maria ripete più spesso nei suoi messaggi è: "Pregate". Ci sono persino dei messaggi in cui ripete solo: "Pregate, Pregate, Pregate". Con questa ripetizione, la Madonna dimostra l'importanza della preghiera e sottolinea la sua insistenza materna. Non mi pare un'esagerazione, se penso ad una situazione che ogni madre può vivere. Quando vede il suo bambino che sta annegando o che è avvolto dalle fiamme, con quale insistenza e quante volte grida: "Afferra l'appiglio della salvezza!". Quindi, pregate ed avvicinatevi a Colui che vi ha dato la vita, il solo che può salvarla e garantirvi la pace. Qui si parla della preghiera personale, che significa l'incontro personale, il dialogo personale e l'unione personale con Dio. In questo modo "personale" possiamo vedere il nostro Dio mentre ci corregge. Nessuna preghiera di massa o imposta è recitata con amore. Si tratta invece di comparire da individui al cospetto di Dio e starè da soli con Lui. In questo "stare con Lui" e passare del tempo con Lui si opera allora il rinnovamento della vita, la rinascita dell'amore e l'approfondimento della pace. La preghiera personale è una pioggia primaverile che risveglia la natura e genera tepore per i germogli che l'inverno aveva ghiacciato. In pratica corrisponde alla lettura della Bibbia, all'ascolto della Parola di Dio, alla recita del Rosario da soli o con la famiglia, nelle ore tranquille del giorno o nelle ore della sera che impieghiamo per riunirci nei gruppi di preghiera: tutto questo deve favorire l'avvicinamento. Questa vicinanza speciale ci èassicurata dalla presenza eucaristica. Così, l'Eucarestia è il centro della vita cristiana. La fede ci dice che è Gesù che si offre nel Pane della Vita e che possiamo incontrarlo qui. La vicinanza del suo amore compassionevole si può poi trovare nel sacramento della Confessione. In tutto questo, pensiamo alle parole di Gesù: "Avvicinatevi a me e io vi darò l'acqua della vita". Anche Maria è con noi come Regina dei Profeti e il suo compito è lo stesso di quello dei profeti, renderci consapevoli che Dio si lascia trovare e che dovremmo cercarlo per il nostro stesso bene.

IO BENEDICO OGNUNO DI VOI
Nei suoi messaggi Maria inviaspesso la sua benedizione materna. Essere benedetti significa ricevere amore e bene e portarli agli altri. La benedizione esclude qualsiasi azione aggressiva e distruttiva rivolta a se stessi, agli altri o alla natura. Maria benedice anche le buone decisioni. Proviamo ad immaginare di essere nel mezzo della Quaresima, in cui certamente abbiamo preso qualche buona decisione: pregare di più, o digiunare di più, o raccoglierci più spesso e quindi morire la morte con Gesù e vivere la nuova vita assieme a Lui nella Risurrezione. Che il Signore Onnipotente per intercessione di Nostra Signora, Regina della Pace, ci benedica tutti per questo. Amen.
Santo Domingo, 27 febbraio 1991

La Vergine Maria “Regina della Pace” ci ha dato il messaggio attraverso la veggente Marija Pavlovic-Lunetti, come ogni 25 del mese cominciando dal 25 gennaio 1987

Messaggio del 25 GENNAIO 1991

“Cari figli, oggi come mai prima vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana é forte e desidera distruggere non solo la vita umana ma anche la natura e il pianeta su cui vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della Pace di Dio. Dio Mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il Rosario; già solo il Rosario può fare i miracoli nel mondo e nella vostra vita. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché non tradirete la Mia presenza qui. Grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla Mia chiamata!”

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VI INVITO ALLA PREGHIERA
Nel giorno in cui Maria ci ha dato questo messaggio ricorreva il 115° mese delle sue apparizioni. Fin dal terzo giorno di queste apparizioni i veggenti hanno compreso con chiarezza cosa ci stava portando Nostra Signora e il motivo della sua chiamata. E per la pace che Maria ci invita alla preghiera, al digiuno, alla conversione e alla fede. E venuta da noi nella festa dell'ultimo profeta del Vecchio Testamento, san Giovanni Battista, il 24 giugno 1981. Questo fatto assume un significato preciso nel nostro tentativo di comprendere il fenomeno delle apparizioni. Giovanni infatti non smise mai di pregare e digiunare, visse nel deserto e indicò Gesù come l'Agnello di Dio. Giovanni predicò la conversione e chiese alla gente, attraverso la conversione, di preparare la via per il Messia che sarebbe venuto. In prospettiva, si può affermare che l'anno in cui cominciarono le apparizioni della Madonna segnava davvero un inizio nuovo, indicava che un tempo nuovo prendeva radici con sempre maggior chiarezza e forza. Infatti, a partire da quell'anno, metà del pianeta ha cominciato con fermezza a scrollarsi di dosso il giogo del comunismo; eppure, proprio quando ci si illudeva che il processo si sarebbe svolto senza troppe complicazioni, sono ricadute su di noi le reazioni scatenate da quegli eventi.

SATANA È FORTE E DESIDERA DìSTRUGGERE NON SOLO LA VITA UMANA, MA ANCHE LA NATURA E IL PIANETA SU CUI VIVETE
In molte parti del mondo imperversa la guerra ed è in atto una terribile distruzione. La distruzione è sempre terribile, che si tratti della distruzione dei nostri amici, dei nostri nemici o di noi stessi. I monconi dei vecchi sistemi dittatoriali, sempre pericolosi, stanno tentando di bloccare le nuove libertà con­quistate e i movimenti di pace. Eppure, ancora una volta, stanno emergendo anche nuove forze positive, come la nostra consapevolezza che siamo tutti responsabili gli uni degli altri. E, così, i paesi liberati eppure ancora minacciati (Slovenia, Lituania, Croazia, Ucraina, ecc.) hanno potuto ricevere un notevole sostegno morale, che ha portato molti effetti positivi e ha risparmiato molte distruzioni. Ogni èra è un'èra nuova e ciascuna porta con sé nuove opportunità, ma questa, io credo, Io sta facendo in modo davvero spettacolare. Il mondo si trova ad un crocevia ed è posto di fronte a una chiara alternativa: la vita e la pace oppure la distruzione di tutta la vita. Non importa dove stia avvenendo la distruzione, perché oggi nessuno può sentirsi più al sicuro. E il mondo per quale alternativa deciderà alla fine? Questa è la domanda fondamentale. Solo una cosa, comunque, è certa, vale a dire che in Gesù Cristo Dio decise per la vita e per la pace. In questo tempo così pericoloso; Egli ha anche inviato la Regina dei Profeti, la Madre del Messia, per mostrarci la strada, e finora lo ha fatto instancabilmente per ben 115 mesi. Ha mosso molti cuori verso la preghiera e a profferte di pace e allora, per tale ragione, noi possiamo nutrire una fondata speranza che questi problemi, queste guerre e tutto ciò che ne consegue siano solo il travaglio di un parto, un processo di pulizia invece che la premessa alla distruzione totale.

COME MAI PRIMA
In precedenza ci ha chiesto spesso di pregare, ma ora ci dice "come mai prima". Possiamo considerarlo il grido di una madre, di una madre che non può più tollerare altre distruzioni, di una madre cui stanno a cuore tutti i suoi figli. Maria parla a nome di tutte le madri, di tutti i genitori per i quali la distruzione dei propri figli equivale alla loro stessa distruzione. Ci racco­manda che la nostra preghiera diventi puramente una preghiera di pace. In questo suo messaggio, Maria è aperta e chiara. I poteri del male vogliono distruggere ogni cosa: la vita umana, la natura e il pianeta. Sappiamo che la tecnologia dell'uomo è in grado di distruggere l'umanità più che mai prima e che renderebbe ogni forma di vita impossibile per molte migliaia di anni. In altre parole, si sta parlando dì una tempesta che si abbatterà su tutto e non solo su un preciso bersaglio. Tutta la natura è sofferente e spera ardentemente nella venuta del Figlio di Dio. Questo ce lo disse già san Paolo, ma è fuori discussione che oggi esistano dei poteri che possono e vogliono distruggere ogni cosa. Quali sono questi poteri? Dovremmo forse dare la colpa sempre e solo a Satana per questo? Nel rispondere a questa domanda, dobbiamo essere molto prudenti. L'esperienza della storia dell'umanità ci insegna che l'uomo distrugge facilmente la sua vita e quella degli altri. Si ha l'impressione che l'umanità sia per lo più cresciuta senza una madre e, proprio come accade a un figlio non amato, che brami la propria distruzione. Satana vuole distruggere, ma non può nulla se non trova tra di noi dei collaboratori volontari. La cosa peggiore è che molti di quelli che distruggono la propria vita o quella degli altri si lasciano convincere del fatto che ci sia una giustificazione valida alla base del loro comportamento. Ma quando si oppone resistenza alla collaborazione con il male, il potere e l'influenza di Satana vengono annullati. E non solo possiamo rifiutarci di collaborare con il male, possiamo anche cooperare consapevolmente con il bene, cominciando col volersi bene, con l'amare la vita altrui e la vita di tutta la natura. L'uomo ha scoperto e ha sviluppato incredibili forze distruttive, ma esiste anche una sofisticata tecnologia capace di contrastarle: un missile può essere intercettato e distrut­to da altri razzi e saperlo può essere confortante, almeno per un po', per quelli verso cui quel razzo era diretto. Quindi c'è ancora speranza che l'uomo riesca, sempre che non si distrugga prima o che non si decida a bloccare del tutto la costruzione delle armi, a proteggersi così bene che nessun attacco possa mai andare a buon segno.

PER POTER ESSERE PROTETTI ATTRAVERSO LA PREGHIERA CON LA BENEDIZIONE DELLA PACE DI DIO
La Regina della Pace ci mostra ora come proteggere noi stessi e gli altri invocando la protezione di Dio: la sua benedizione di pace può proteggerci. In questo contesto, non si tratta certamente di una formula magica capace di neutralizzare quel potere distruttivo, ma, corrisponde alla grazia, per la quale dobbiamo pregare, che l'umanità, singolarmente e globalmente, si decida per la pace. La parola "benedizione", derivata dal latino "parlare bene", significa non giudicare, scoprire il lato positivo di qualcuno, accet­tarlo e rispettarlo. È quindi una grazia che consente a noi e agli altri di capire che è giunta l'ora di valutarci positivamente l'un l'altro, di accettare tutta la natura come parte del creato, di vivere in pace oppure, al contrario, di non accettarci l'un l'altro e, facendolo, di andare verso la morte universale e verso il fuoco mortale. Anche in questo passaggio ci viene rivelato il significato profondo del messaggio di pace, che consiste in primo luogo in una decisione a favore della vita, di tutto il creato e solo in un secondo momento nelle conseguenze concrete di quella nostra decisione. lì messaggio di pace è un invito ad allontanarci dal cammino verso la morte, a decidere per la vita e quindi per Dio. Dio desidera e spera di concederci la grazia e può proteggerci da ogni conseguenza. Gesù stesso non ha forse detto ai suoi Apostoli: “... e anche se doveste prendere qualcosa di velenoso, non avrà effetto su di voi”? Questa è la promessa che Dio, che ha disposto delle leggi della natura, può in ogni momento neutralizzarle. Nostra Signora è inviata da Dio, come tutti i profeti e infine suo Figlio, il nostro Salvatore Gesù Cristo. Ha ricevuto il compito di aiutarci come madre, come padrona, come maestra, come guida e protettrice. Lei stessa benedice e quindi protegge, non giudica ma ci incoraggia a muoverci in direzione del bene. Non è Lei a decidere quanto resterà; a farlo è l'Onnipotente che Lei sa essere un buon Padre per il quale ogni cosa è possibile. Maria spera di formarci con il suo amore e la sua presenza materna, affinché noi non la deludiamo e assieme a Lei serviremo quanto di buono e pacifico c'è in noi stessi e nel mondo intero. Si dice che Maria abbia detto ad una ragazza che riceve delle allocu­zioni intime: “Prega spesso e non abbandonarmi Chiedo a voi tutti di non abbandonarmi”. Dio è sempre onesto e Maria, come una madre che ci ama e che desidera proteggerci, non può che essere onesta. Come figli possia­mo dire “Non abbandonarci”, come adulti possiamo comprendere quando è Lei a dirci: “Non abbandonatemi!”. Maria è la madre dei vivi e in questo momento cruciale della nostra storia con lei è giunto un nuovo inizio. Lei ha detto “sì” e Dio è entrato nella sua vita ed ha costruito il cammino della salvezza. Maria non può voler altro che aiutarci a pronunciare un “sì” deciso a seguirla lungo quel cammino.

DIO MI HA MANDATO TRA VOI PER AIUTARVI
Se Dio conosce ogni cosa e ci ama, allora perché, potremmo chiederci, dovremmo avere bisogno di pregare? Può darci tutto senza il bisogno che noi glielo chiediamo. Senza voler entrare in una digressione teologica, sarà sufficiente dire che in tutte le religioni, nel Vecchio e nel Nuqvo Testamento, l'uomo viene invitato alla pre­ghiera. Nei periodi di crisi, viene anche assegnato il compito speciale di pregare e di digiunare. La tradizione della Chiesa ci insegna che ci sono state situazioni che sono mutate grazie alla preghiera e al digiuno della gente. lì fatto è chiaro. Siamo invitati a pregare e se diamo alla preghiera un nuovo tempo e un nuovo spazio nei nostri cuori e fra le nostre esigenze fisiche, pos­siamo chiaramente aspettarci una risposta da parte di Dio.

GIÀ SOLO IL ROSARIO PUÒ FARE I MIRACOLI NEL MONDO E NELLA VOSTRA VITA
Non è la prima volta che sentiamo che le preghiere possono dare vita a miracoli. Come dovremmo interpretare la presenza di Maria qui? Pregare significa essere con Dio: pregare il Rosario significa realmente essere con Maria e con Gesù in molte situazioni diverse delle loro vite. In particolare, ciò significa che quando preghiamo i Misteri Gaudiosi noi siamo vicini a Maria e Gesù nei momenti gioiosi delle loro vite. Vediamo Maria che decide per Dio e dice: "Sia fatta la Tua Volontà". La vediamo mentre va in visita ad Elisabetta e le porta pace e gioia quando prega con lei, ringrazia e loda Dio. Resta accanto ad Elisabetta e l'aiuta per molti mesi. Poi la vediamo quando accetta il Bambino Gesù come madre a Betlemme e in quel momento gli angeli cantano: "Pace in terra agli uomini di buona volontà. Lode a Dio nell'alto dei Cieli!". Porta suo Figlio al Tempio e ringrazia il Signore di aver mandato il Bambin Gesù nel mondo tramite Lei e l'anziano Simone che stava pregan­do riconosce in Gesù il Salvatore. Riconosce in Lui la Luce del mondo e la Salvezza della sua nazione. Poi Maria va a cercare Gesù, Io trova nel Tempio e le sue pene si trasformano In gioia. Nei Misteri Dolorosi vediamo ancora Gesù che nella sofferenza dice: "Sia fatta la tua Volontà, Padre' mio"; Gesù che perdona al nemico, chiamando il Suo Apostolo Giuda il suo Amico. Perdona agli Apostoli che lo avevano abbandonato addormentandosi, tollera la Flagellazione, porta la Corona di Spine con amore e per­dona ancora. Poi porta la sua Croce, cade e si rialza per portare a compimento la volontà del Padre. Sulla Croce muore dopo aver pronunciato le sue ultime parole: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". A questo seguono gli eventi Gloriosi delle loro esistenze. Gesù sconfigge la morte e quindi ci porta la pace. Sconfigge la paura e benedice i suoi Apostoli prima della sua Ascensione e li invia neI mondo per diffondere la sua Buona Novella. Dovranno guarire gli ammalati, dovranno cacciare demoni e dovranno annunciare la Buona Novella. Poi gli Apostoli pregano assieme a Maria e lo Spirito Santo scende su di loro e ne trasforma i cuori. Poi, alla fine, dopo aver compiuto la sua vita terrena, Maria viene portata in Cielo nell'anima e nel corpo e viene incoronata Regina del Cielo e della Terra. Così, se restiamo con Maria e Gesù ogni giorno e viviamo davvero assieme a loro nei nostri momenti di gioia, di dolore e di gloria, allora le nostre vite saranno veramente trasformate. Quando Maria dice: “i miracoli avverranno anche nelle vostre vite”, pensiamo che è già un vero miracolo per il cuore umano e la vita umana quando una persona si apre al Padre e dice: "Sia fatta la tua volontà". In questo modo, svanisce ogni paura e il cuore si apre al prossimo, come accadde a Maria in visita ad Elisabetta. Quando facciamo visita ed amiamo il nostro prossimo, in questo modo facciamo lo stesso anche a Dio, allora ogni ferita e ogni distruzione scomparirà dalle nostre vite e da quelle degli altri, da tutte le famiglie e da tutto il mondo. Non è forse un miracolo quando una persona allunga la mano verso un'altra con amore? Ma ciò è possibile quando Dio arriva al cuore di una persona. E un miracolo in ogni vita umana quando una persona dice con amore: "Signore, sono qui. In gratitudine, io porto la mia vita a te". Se più persone si comportassero in questo modo, allora tutti riuscirebbero a vedere la luce, la Luce Divina che trasforma e in tal modo ognuno diventerebbe la Salvezza per l'altro. Quando perdiamo Dio a causa di qualcosa, nelle nostre vite si accumulano sensazioni molto specifiche, quali la paura, l'aggressività, la tristezza e la mancanza di uno scopo. Ma quando poi assieme a Maria, ricominciamo a cercare e a incontrare Gesù, allora i miracoli ricominciano e il cuore umano torna a riempirsi di gioia, pace e ritrova il suo scopo. Solo allora possiamo ricominciare a vivere delle vite piene di soddisfazio­ne. Le sofferenze delle vostre vite sono difficili e restano un mistero, ma quando ci rivolgiamo a Gesù e anche durante le nostre sofferenze gli diciamo "sì", allora le nostre ferite verranno guarite, le corone di spine del male che incombono sul nostro capo verranno spezzate e sarà possibile per noi portare le croci di sofferenza degli altri. Allora saremo in grado di aiutarli e di permetterci di essere aiutati. Allora saremo in grado di perdonare anche nelle situazioni più difficili ed entreremo allora nella vita Gloriosa, nella vita che non può essere sconfitta. È così che i miracoli avvengono nelle nostre vite. Maria ha sicuramente ragione quando ci dice che anche solo col Rosario possono accadere miracoli. Quando i miracoli avvengono all'interno della nostra vita, allora avven­gono già in tutto il mondo. Se tanti, tantissimi saranno quelli che permettono a se stessi di essere trasformati attraverso la preghiera e portano davvero il Signore nelle loro vite, allora la pace diventerà possibile. Naturalmente, quando c'è la guerra o la malattia, non ci si può aspettare che qualche potere magico paralizzì le armi, ma c'è un grazia che tocca e trasforma il cuore umano. In questo sia­mo stati dotati di un potere immenso. Forse a questo punto qualcuno si chiederà perché la guerra in Croazia e in Bosnia Erzegovina non è stata bloccata tramite il Rosario. Prima dì chiedercene la ragione, dovremmo porci onestamente alcune domande. Abbiamo veramente pregato il Rosario? Abbiamo veramente assunto l'impegno di recitarlo? Abbiamo fatto veramente quello che ci chiedeva Maria? Se lo avessimo fatto, allora potremmo porci altre doman­de. Non solo questa guerra, ma tutte le guerre che hanno luogo nelle famiglie, nelle comunità, nella Chiesa, possono TUTTE essere fermate con la preghiera e il Rosario. E allora la pace verrà davvero. È certamente interessante sapere che fin dall'inizio i soldati croati hanno indossato dei rosari al collo e sulle spalline delle divise. Personalmente, sono venuto a conoscenza di tanti miracoli, raccontatimi da chi sa di essere salvo per aver pregato e indossato il Rosario. Uno di loro mi ha detto: "Ora è chiarissimo chi sta combattendo e contro chi. Dobbiamo combattere per difenderci e sappiamo bene che le nostre forze umane da sole non sono sufficienti, ma con la preghiera e con il Rosario siamo sicuri che anche da questa guerra, noi e Maria usciremo vittoriosi". Quindi suggerisco che prima di chiederci "Perché mai la mia preghiera non ha portato miracoli nella mia famiglia, nella mia comunità e nel mondo?", dobbiamo deciderci, assieme ai nostri amici, a pregare davvero, ma non solo le nor­mali preghiere che recitiamo quando ci troviamo in un momento di diffi­coltà, bensì cercando Dio attraverso l'amore. Anche questo Maria ci ha insegnato in uno dei suoi messaggi, quando ha detto: "Non cercate Dio attraverso i vostri bisogni o desideri, ma attraverso il suo amore".! miracoli accadranno e la vittoria apparterrà con tutta certezza a Maria e a coloro che amano Lei e suo Figlio. Lei è la madre che ha sconfitto il diavolo, il principe di questo mondo. Possa questo insegnamento penetrare nelle nostre vite e attraverso di noi nel mondo intero.

GRAZIE PERCHÉ VOI NON TRADIRETE LA MIA PRESENZA
Situazioni simili a quelle in cui ci troviamo, come le tensioni nel Golfo e le preoccupazioni che abbiamo qui in Croazia, ci possono sviare facilmente dalla nostra vita interiore. Le tensioni possono portare con loro la paura e la diffidenza. Allora rimaniamo con molte domande ed è più che naturale che ci chiediamo se Dio continuerà ad aiutarci tramite Maria! Eppure, quella domanda non è accettabile, perché Dio ci aiuterà sempre. Non ci tradirà mai! Ci sarà sempre fedele e anche Maria ci sarà sempre fedele! Anzitutto, dobbiamo davvero ringraziare Maria perché ci rimane fedele, nella sua presenza costante e in ogni situazione. È venuta anche quando non sapevamo ancora quali eventi si prospettavano nel nostro futuro. E venuta per stare con noi. Devo personalmente confessarvi che queste parole mi hanno reso molto felice, perché denotano che Maria vede che ci sono ancora persone leali e anch'io, come molti altri, cominciavo a nutrire dubbi che le eravamo ancora fedeli. Ora, grazie a queste parole, posso credere che, nella parrocchia fra i croati, ma anche in tutto il resto del mondo, ci siano ancora veramente cuori e anime che non permettono a se stessi di venire confusi. Direi anche che non permettono a Satana di allontanarli dal cammino che Maria, nel nome dì Dio, ci mostra nella Parrocchia. Anche se tutto dà a pensare che stia arrivando la guerra, Maria, grazie a Dio, vede e ringrazia quelle anime leali che ancora pregano. Mi sono spesso sentito chiedere, anche da gente devota, perché Dio e Maria non ci stanno aiutando. Uno mi disse: "Lei non ha potuto fare nulla e quindi la sua venuta e la sua presenza, alla fine, non hanno raggiunto lo scopo, eppure lei non è mai pessimista". In questi momenti di tensione è accaduto che molti gruppi di preghiera abbiano ripreso a riunirsi e che molta gente abbia ricominciato a pregare per le intenzioni di Maria. Restare leali in tempi tanto difficili come questi è davvero un'espressione di fede. Avere fede significa restare saldi, avere radici profonde. Essere leali significa essere perseveranti, lasciare che Dio decida il suo Tempo per agire, non essere impazienti e continuare a ripetere: "Sia fatta la tua volontà"; essere leali significa credere che non saremo mai sottoposti a prove più dure di quanto potremmo sopportare, ma se vogliamo sapere ancora meglio cosa significa la lealtà allora non dobbiamo far altro che guardare Maria, che dall'inizio fino alla fine è sempre rimasta leale a Gesù. Da quando all'Annunciazione ha aperto il suo cuore e ha detto "Sia fatta la sua volontà", quel suo cuore è rimasto aperto a Gesù fino alla fine. Gli è rimasta fedele lungo tutto il cammino della Croce, gli è rimasta fedele nella sofferenza fino alla morte di Gesù, Suo Figlio. E rimasta leale nell'amore, nella fede e nella speranza fino alla sua stessa morte. Molti, dopo la morte di Gesù, certamente avranno pensato: "E finita. È tutto perduto", ma Lei invece è sempre stata leale nel suo cuore e ha mantenuto salda la speranza e ha avuto ragione. Con il suo esempio davanti a noi, possiamo continuare ad osservare cosa significa la lealtà e quanto sia bello restare fedeli a Dio e l'un l'altro! lì tradimento, la mancanza di lealtà, è sempre una brutta cosa. Quando abbiamo fiduciosamente riposto la nostra fiducia in qualcuno, che poi improvvisamente diventa sleale e ci tradisce, allora in noi si apre una ferita profonda. Quando i genitori non sono leali con i propri figli e quando marito e moglie non sono leali l'uno con l'altro, allora la distruzione attacca non solo le persone, ma l'intera famiglia. Quando non siamo leali a Dio e ai suoi Coman­damenti, distruggiamo noi stessi. La guerra è un tradimento, perché Dio ha detto: "Non uccidere", ci ha detto di perdonare e di riconciliarci e Maria ce lo ha ripetuto tanto spesso sulla Collina delle Apparizioni che dobbiamo davvero perdonarci e riconciliarci l'uno con l'atro, pregare e guidare gli altri verso la pace. Lo stesso Gesù è stato leale. Ha compiuto fedelmente la sua missione, anche se non è stato sempre facile, anche se è stato difficilissimo. Può essere difficilissimo restare leali quando le persone contraccambiano la nostra lealtà e il nostro amore con il tradimento. Gesù è rimasto fedele alla legge dell'amore. Quando venne ferito gravemente, e quando venne inchiodato alla sua Croce dagli uomini, è rimasto comunque leale alla legge dell'amore perdonando loro. In tal modo è rimasto fedele anche al la legge della pace: si èriconciliato e ha aperto il cammino della pace. E rimasto così leale nel Suo amore per noi che ci ha ricordato persino nel suo ultimo minuto di vita e ha detto a Giòvanni e a Maria: "Questa è tua madre. Questo è tuo figlio". Quindi ora Maria ci ringrazia di non aver tradito la sua presenza, il che significa che c'è qualcuno che è rimasto fedele a Dio, alla preghiera, al digiuno, alla fede, all'amore e alla pace. Queste persone, le persone di questo genere che sono rimaste fedeli a Maria sono la speranza vivente, gli esempi viventi della pace. Aiuteranno anche gli altri a trovare la pace e a restare in pace. Allora, preghiamo tutti affinché diventiamo e restiamo leali alle nostre promesse battesimali e alla vita, specialmente in questi mo­menti di tensione. La nostra lealtà è veramente anche un segno di gratitudine verso Maria e la sua presenza. Quindi mi auguro che le nostre difficoltà, i nostri problemi e forse anche le guerre ci costringano unicamente ad avvicinarci ancor di più a Dio e a Maria e spero che tutte le difficoltà personali, familiari e quelle della Chiesa non riempiano i nostri cuori di paura, ma che dimostriamo in queste situazioni chi siamo e con chi camminiamo. In questo tempo, c'è tanto bisogno di persone leali, di padri leali, di madri leali, di figli leali, di preti leali, di politici leali e di persone leali in posizioni pubbliche. Se tutti resteremo leali alla giustizia, all'amore e alla riconciliazione, allora la pace non ci mancherà mai.

LA VOSTRA RISPOSTA SERVE AL BENE E ALLA PACE
Sicuri del potere della preghiera, noi, in questo tempo di crisi, ci auguriamo di rispondere alla chiamata di Maria, sapendo che in questo modo serviamo il bene e la pace del mondo. O Dio, Padre Celeste, Creatore dell'umanità e di tutto l'universo, ti ringraziamo per tutte le meraviglie del creato. Noi, Tuoi figli, ti chiediamo assieme a Maria, la Regina della Pace, di benedire l'umanità, di benedire tutta la natura e di benedire il nostro pianeta. Che il Tuo Regno giunga a tutti e a tutto. Attraverso Tuo Figlio, Gesù Cristo, libera il mondo dagli attacchi del maligno e dona la pace a tutti gli uomini, nel Tuo Spirito che vive e regna con Te nei secoli dei secoli! Amen.

Medjugorje, 27 gennaio 1991

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